Il fatto
David Rossi
Riemerge un vecchio giallo nel giallo della morte di David Rossi: quello del colpo di pistola sparato, da persone non identificate, nei pressi di vicolo Monte Pio a Siena il giorno della scomparsa del manager Mps, il 6 marzo 2013. Una circostanza - da verificare e frutto di un de relato - di cui in verità già si era parlato negli anni, ma che per lungo tempo è stata ritenuta inverosimile, in quanto il rumore e rimbombo dello sparo sarebbe stato udito distintamente in quel frangente. Ma che adesso ritorna in auge a seguito dell'audizione del giornalista Sergio Rizzo, di la Repubblica, oggi in Commissione parlamentare di inchiesta.
“Ci ha riferito - ha detto il presidente della Commissione Gianluca Vinci - quanto gli aveva dichiarato l’avvocato Luca Goracci all’epoca, ed è emerso che l’ex legale dei familiari di Rossi gli aveva riportato di un incontro fissato tra l’ex capo comunicazione di banca Mps il giorno della sua morte con tale Antonio Muto e, nel dirglielo, gli aveva raccontato nello specifico che vi era stato anche un colpo di pistola sparato in aria, col silenziatore”.
“Antonio Muto - racconta Vinci sempre riportando quanto riferito da Muto a Goracci - arrivato a Siena in ritardo per l’incontro fissato, una volta giunto nel vicolo di Monte Pio, era stato allontanato da alcuni uomini non identificati dopo aver visto Rossi a terra, poi è stato sparato un colpo in aria con una pistola”.
Vinci sottolinea che quanto raccontato non ha mai avuto particolare credito per via della poca credibilità di uno sparo che certamente nel frangente sarebbe stato ben avvertito. Nell’audizione però Rizzo ha precisato che il colpo, sempre secondo quanto gli hanno raccontato, sarebbe stato esploso con un'arma dotata di silenziatore. “L’audizione di Rizzo ha confermato la possibile veridicità di questa vicenda narrata da questo Antonio Muto a Goracci” ha concluso Vinci.
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