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Regeni, il docufilm a Siena dopo le polemiche sui fondi. I genitori: "Giulio non é stato protetto"

Tanta rabbia e commozione al Santa Chiara Lab. Di Pietra: "La ricerca deve essere libera"

Redazione Web

16 Aprile 2026, 05:45

docufilm su Giulio Regeni

Il docufilm su Giulio Regeni al Santa Chiara Lab

Ricordiamo Giulio Regeni e celebriamo il coraggio della ricerca”: così il rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra ha introdotto la proiezione, nell’auditorium del Santa Chiara Lab, del docufilm “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, organizzata nell’ambito del programma “Le Università per Giulio Regeni”. Praticamente tutti occupati i posti in sala per una storia, quella di Regeni, che suscita sempre tanta rabbia e commozione.

“L’iniziativa - afferma il rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra - è partita dalla senatrice a vita Cattaneo, alla quale ha aderito la quasi totalità degli atenei italiani. Il tema è certamente quello della libertà della ricerca, ma è anche un’occasione per ricordare la drammatica, tragica e crudele scomparsa di Giulio Regeni. Ne approfittiamo per ricordarlo: quest’anno avrebbe compiuto 38 anni. È un momento importante per ribadire che la ricerca deve essere libera e che il coraggio della ricerca non può mai arrivare al prezzo della vita. La ricerca non può essere soggetta a vincoli o censure: deve avere lo spazio della libertà per innovare, produrre nuove conoscenze e diffonderle. È questo che sentiamo il bisogno di sottolineare e di valorizzare”.

Prima dell’inizio del docufilm è stato trasmesso un video messaggio dei genitori di Giulio Regeni: “Ringraziamo tutti quanti per questa importante occasione - hanno affermato -, abbiamo l'opportunità di parlare di libertà della ricerca in università a dieci anni alla morte di Giulio. Non è stato facile per noi decidere di fare il documentario e metterci in gioco anche su questo piano. Sono passati dieci anni di dolore, depistaggi, investigazioni, verità e bugie. Mettere tutto dentro un documentario non è stato semplice. Giulio non è stato protetto, nonostante il suo impegno e il suo entusiasmo ha subito numerosi tradimenti”.

Negli anni della vicenda di Giulio Regeni si è occupato il giornalista Pierfrancesco “Pif” Diliberto e anche lui ha voluto inviare un videomessaggio che è stato proiettato prima del docufilm: “È insopportabile - ha affermato Pif - aver dato un colore politico a quello che è successo a Giulio. Era un lavoratore italiano rapito, torturato e ucciso. Giulio fra le tante cose che sta facendo sta mettendo in crisi tutta una serie di cose che per noi erano una certezza, ha mostrato il limite della politica italiana. La giustizia non ha colore politico. I genitori non sono sconsolati, come avrebbe voluto qualcuno”.

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