Arte
Chiara Valdambrini
Il Santa Maria della Scala è pronto ad entrare in una nuova era. Il prossimo 29 maggio per il museo sarà una data spartiacque: sarà presentato l’atteso masterplan strategico che punta a trasformare la secolare struttura in un polo culturale di primo livello europeo. A svelare i progetti – coordinati dall’architetto Luca Molinari – sarà una mostra allestita per l’occasione. Il piano d’azione, cui hanno lavorato tre importanti studi internazionali, intende recuperare tutti gli spazi (tra cui i 18mila metri quadrati rimasti inutilizzati sui 38mila complessivi) per traghettare nel futuro il Santa Maria e riqualificarlo in un hub di arte e cultura. A fare il punto della situazione, in vista dell’appuntamento, è la direttrice del Santa Maria della Scala, Chiara Valdambrini, in carica dalla primavera del 2023.
Direttrice, che giornata sarà quella del 29 maggio?
"L’occasione per fare il punto sugli ultimi cinquant’anni del Santa Maria, per vedere come prosegue la metamorfosi già avviata. Un momento per dare una nuova lettura di quel che resta da fare. Faremo una conferenza stampa, poi un press tour con preview e il taglio del nastro. Sarà solo l’avvio della nuova era del museo, e della visione che vogliamo dare da qui ai prossimi anni".
Sarà proposta una speciale mostra, cosa può anticipare?
"Sarà intitolata ‘Santa Maria della Scala, architetture, progetti e visioni, a cura di Luca Molinari Studio’. Architetture, progetti e visioni sono le tre parole chiave del concept da noi voluto, portato avanti dai tre studi internazionali, LAN e Odile Decq da Parigi, Hannes Peer da Milano, che sono stati per noi degli autentici pigmalioni. Hanno colto i desiderata, mettendoli a sistema".
L’obiettivo è creare un complesso culturale moderno e variegato?
"Sì assolutamente. Il nostro progetto non tocca solo la parte artistica, ma anche le aree fisiche della struttura, che saranno tematizzate con nuovi contenuti, rivisti e corretti. Il concetto di museo della città va reso più contemporaneo: il Santa Maria deve diventare un contenitore culturale a 360 gradi, un hub sempre aperto".
Non solo quindi mostre...
"Attualmente è in corso quella di Teodora Axente, in vista del Palio ed essendo l’artista la pittrice del drappellone di agosto. Seguirà poi dal 28 novembre la grande mostra dedicata a Santa Caterina da Siena, concertata col Comune. Ma c’è davvero tanta carne al fuoco: le collaborazioni con le Università per fare le elezioni, le visite guidate messe a sistema per far conoscere gli highlights del museo, laboratori per bambini, festival".
La direzione di un museo così importante cosa significa per lei?
"È un lavoro prestigioso e stimolante, che comporta un grande investimento di energie, che viene però sempre ripagato: quando vedi un museo così vivo e dinamico, vuole dire che hai raggiunto il tuo obiettivo".
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