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Siena

Processo "Hidden Partner": in aula le difese incalzano sulle intercettazioni il colonnello della Guardia di Finanza

Lunga udienza col controesame dell'ufficiale delle Fiamme Gialle. I legali contestano l'assenza di prove di accordi corruttivi

Claudio Coli

24 Aprile 2026, 07:02

tribunale di Siena

tribunale di Siena

Lunga udienza ieri al Tribunale di Siena per il processo scaturito dall'inchiesta "Hidden Partner", che scattata nel 2018 su iniziativa di Procura e Guardia di Finanza di Siena, muove a vario titolo accuse di reati fiscali, alcuni episodi di presunta corruzione e autoriciclaggio, a carico di imprenditori e pubblici ufficiali.

Protagoniste, davanti al collegio presieduto dal giudice Simone Spina, sono state le difese degli imputati, che hanno incalzato nel controesame il colonnello della Guardia di Finanza Doriano Primiano Di Salvatore, teste del pm Siro De Flammineis, che ha coordinato gli accertamenti fiscali e patrimoniali. Numerose le domande in particolare sulle intercettazioni e sulle verifiche sulle presunte corruzioni contestate: l’ufficiale delle Fiamme Gialle ha parlato apertamente di “reciproci comportamenti privatistici”, mentre i difensori hanno contestato l’assenza di “prove di accordi corruttivi”, rilevando una mera “interpretazione delle condotte”.

Come noto sono imputati tra gli altri l’imprenditore Igor Bidilo, i manager di Sielna Costantin Maxim e Cataldo Staffieri, il politico Salvatore Caiata, il presidente della Camera di Commercio di Siena-Arezzo Massimo Guasconi, l'ex segretario comunale di Siena e Firenze Vincenzo Del Regno

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