Il processo
L'avvocato Luciano Guidarelli, difensore presunta vittima
Slitta al 18 maggio l'atto finale del processo di primo grado sul caso del presunto stupro addebitato a due schermidori italiani accusati di violenza sessuale di gruppo a danno di una collega sportiva, di origini messicane, che sarebbe avvenuto durante un raduno internazionale a Chianciano Terme, nella notte tra il 4 e il 5 agosto 2023.
L'udienza decisiva era in programma oggi ma è stata differita di alcune settimane: il gup Andrea Gradinetti dovrà prendere una decisione dopo la richiesta, avanzata dalla Procura, di condanna a cinque anni e quattro mesi formulata per i due ragazzi. Un'istanza che ha tenuto conto anche dell’esito positivo del percorso di giustizia riparativa affrontato nei mesi scorsi dai due ragazzi, con vittima aspecifica, di nome Ginevra (la presunta vittima non ha voluto partecipare). Il prossimo 18 maggio saranno presenti in tribunale sia la presunta vittima che la madre.
Per le quali i legali hanno chiesto rispettivamente 200mila euro di risarcimento e 110mila euro, con una provvisionale del danno da 100mila euro per la sportiva e di 55mila euro per la madre. Di contro le difese degli accusati – in capo agli avvocati Enrico de Martino, Gian Paolo Del Sasso e Matteo Antonio Starace – hanno chiesto l'assoluzione esprimendo dubbi sia in seno alla credibilità del racconto dei fatti della giovane che sul tema della revoca del consenso della giovane all’atto sessuale.
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