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Siena

Unistrasi, tributo all’estro di Nabil Salameh con la laurea ad honorem

L’artista palestinese premiato per l’impegno sociale

Francesca Baglioni

28 Aprile 2026, 19:12

L'Università per Stranieri di Siena omaggia Nabil Salameh

L'Università per Stranieri di Siena omaggia Nabil Salameh

Emozione e partecipazione. La comunità dell’Università per Stranieri ha risposto presente, in occasione del conferimento della laurea ad honorem a Nabil Salameh, Nabil Salameh, artista palestinese, musicista, poeta e mediatore culturale. Non un semplice riconoscimento accademico, ma un gesto carico di significato civile e umano, che esalta la cultura come ponte tra popoli in un'epoca di conflitti. “Salameh ha dedicato la vita a costruire relazioni e unioni tra culture diverse, difendendo le diversità senza rinunciare al dialogo”, ha detto il rettore Tomaso Montanari, evidenziando il doppio valore del riconoscimento: il percorso personale dell'artista – dalle traduzioni che favoriscono l'incontro tra lingue, alla musica e alla poesia – e il messaggio politico. Visibilmente commosso, Salameh ha accettato il premio come un onore e una responsabilità.

Questa università mi risuona profondamente: l'altro non è un limite, ma uno spazio da esplorare”, ha detto, evocando il suo orizzonte artistico. Ha dipinto il mare come simbolo potente – un tempo luogo di incontro, oggi barriera di tragedie – per denunciare le contraddizioni del presente. La dedica è andata al popolo palestinese: “Auguro che presto si celebrino liberamente cultura e sapere in una terra segnata dal genocidio culturale”. La cantante Paola Turci ha definito Salameh una “creatura rara”, capace di costruire ponti con naturalezza: “È un privilegio stargli accanto. Insegna cosa sia giusto fare e come si crea il dialogo”. Michele Lobaccaro, compagno nei Radiodervish, ha ampliato lo sguardo: questo premio segna una scelta tra chiusura identitaria ed inclusione, tra esclusione e dialogo: “È la linea sottile su cui si gioca il futuro dell'umanità”.

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