In Commissione
Davide Vecchi
“La verità è nella banca”. Il centro gravitazionale dell’audizione del giornalista Davide Vecchi, davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta bis sulla morte di David Rossi: “Io non ho mai sposato una tesi, ma gli unici riscontri portano dentro la banca”. Vecchi, davanti ai commissari, ha ricostruito il sistema Siena e quell’intersecarsi con il Monte. Realtà crollata a colpi di inchieste e con l’istituto sempre più in difficoltà economiche. Il cronista, che ha seguito le vicende della prima commissione da consulente esterno, ha posato poi l’attenzione sulla mail inviata da Rossi a Fabrizio Viola il 4 marzo 2013, due giorni prima della morte.
“Io so tutto, posso essere utile”, recita un passaggio della missiva, dove il manager fa presente all’amministratore delegato di Mps la volontà di andare a parlare con i magistrati. “Il movente è sicuramente in quella mail”, ha spiegato Vecchi, sostenendo che “gli unici riscontri portano dentro la banca. Non ci sono riscontri su piste esterne”. E ancora: “Ho controllato conti, telefoni, contatti per anni, ma non portano da nessuna parte. È tutto dentro la banca”. Il giornalista si è concentrato sulle indagini, fatte “non male, malissimo”.
Al termine dell’audizione il presidente Gianluca Vinci ha fatto riferimento all’indagine su Ampugnano menzionato da Vecchi: “Proporrò di acquisirne la documentazione: anche se molte intercettazioni sono state distrutte, potrebbero esserci informative o altri atti utili per il lavoro della commissione”. Quindi, è ritornato sul post di Francesco Giusti relativo a Barbicone, con la frase ‘Avanti i senesi, ora o mai più’. Pubblicazione arrivata a breve distanza dalle dimissioni di Giuseppe Mussari dall’Abi e da un articolo sullo stesso presidente. “La frase del post sembrerebbe più collegata alle vicende Mps che a dinamiche politiche”, ha concluso Vinci.
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