Il processo
Il tribunale di Siena
Prosegue la densa istruttoria dibattimentale relativa al "Hidden Partner". Ieri mattina al tribunale di Siena un'ulteriore udienza fiume per approfondire i risvolti della rumorosa inchiesta che, scattata nel 2018 su iniziativa di Procura e Guardia di Finanza di Siena, ha coinvolto società e persone, muovendo accuse a vario titolo di reati fiscali, corruzione e autoriciclaggio, mettendo nel mirino il mondo dei bar e ristoranti di Piazza del Campo, in particolare la società Sielna Spa.
Al centro dell'appuntamento in aula davanti al collegio guidato dal giudice Simone Spina l'analisi dei primi capi d'imputazione, quelli addebitati all'imprenditore Igor Bidilo, il magnate kazako finito al centro del focus della Guardia di Finanza coordinati dal pm Siro De Flammineis: in particolare in aula sono stati ricostruiti gli accertamenti svolti in relazione alle accuse di presunto falso in bilancio, autoriciclaggio e reati tributari. Sono stati sentiti tre elementi delle Fiamme Gialle, chiamati a rimettere insieme i pezzi del lavoro svolto, tra perquisizioni di uffici e acquisizione di documenti, per analizzare i vari movimenti, tra versamenti, bonifici.
Oltre a Bidilo sono sotto processo a vario titolo i manager di Sielna Costantin Maxim e Cataldo Staffieri, il politico Salvatore Caiata, il presidente della Camera di Commercio di Siena-Arezzo Massimo Guasconi, l'ex segretario comunale di Siena e Firenze Vincenzo Del Regno.
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