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Il caso

Semina il panico col pugnale arabo e accoltella giovane: processo per tentato omicidio

A giudizio un 25enne che nel luglio 2023, alterato dalle droghe, era fuggito dai domiciliari colpendo un ragazzo a San Gimignano. Un ristoratore testimonia in aula: "Tentò di aggredire pure me, mi difesi con la lavagnetta del menù"

Claudio Coli

06 Maggio 2026, 05:34

tribunale di Siena

tribunale di Siena

Armato di pugnale arabo lungo 29 centimetri, sotto gli effetti di sostanze stupefacenti, seminò il panico per le vie di San Gimignano, accoltellando un 28enne che passeggiava in piazza con la fidanzata: un 25enne di origini nordafricane, nato a Poggibonsi, è sotto processo con le accuse di tentato omicidio, lesioni, porto d’arma abusivo e resistenza a pubblico ufficiale. Una giornata di ordinaria follia quella del 10 luglio 2023, quando sono avvenuti i fatti contestati: secondo quanto ricostruito il ragazzo, violando gli arresti domiciliari, si era inoltrato per le vie del centro storico del borgo turrito, incrociando una coppia di fidanzati in via San Matteo, che attendevano una pizza da asporto. Prima le parole, con insulti e minacce di morte, anche rivolte ai cani della coppia e ai familiari, poi i fatti e la furia contro il giovane, prima colpito con dei pugni e poi accoltellato con la punta del pugnale, di lama lunga 14.5 cm, alla base dell’emitorace sinistro.

Per fortuna la ferita non si rivelò grave (8 giorni di prognosi) ma per la Procura quei colpi erano “idonei in modo inequivoco a cagionarne la morte”, che non si verificò “per circostanze fortuite estranee alla sua volontà”, tanto che l’accusa, che porta avanti il pm Serena Menicucci, è stata riqualificata dal giudice in tentato omicidio. Ieri in aula davanti al collegio guidato dal giudice Fabio Frangini sono stati ricostruiti quegli attimi, alla presenza dell’imputato (oggi detenuto presso il carcere di Porto Azzurro per altri motivi e recidivo, già ritenuto autore di una rapina a Poggibonsi), difeso dall’avvocato Manfredi Biotti: “I due fidanzati avevano mangiato da me, per poi incamminarsi verso la piazza – ha raccontato il titolare di una pizzeria – qualche minuto dopo sono tornati molto agitati e ho visto il ragazzo ferito, con le mani sporche di sangue, l’ho soccorso con carta e acqua ossigenata. Un fatto grave, da noi certe cose non succedono mai”.

Manfredi Biotti, difensore dell'imputato

Dall’ascolto dei testi è emerso un altro episodio di quel giorno, anche se non fa parte delle imputazioni: il giovane avrebbe infatti estratto e agitato il pugnale pure contro un’altra persona. “Venne al mio ristorante – ha spiegato il proprietario – e iniziò a discutere col mio socio, l’ho portato fuori e tirò fuori da fodero il pugnale. Riuscì a difendermi con la lavagnetta del menù, che si ruppe, poi lui se ne andò”. Il 25enne alla fine fu bloccato non senza fatica dalle forze dell’ordine, con l'arma che venne rinvenuta successivamente in un giardino da una persona che portava a spasso il cane. Il procedimento riprenderà a metà giugno quando saranno sentite le parti offese.

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