Siena
La presidente del Rinaldo Franci, Anna Carli
Il conservatorio Rinaldo Franci, dal 2018, percorre un cammino con il Dartmouth College nel New Hampshire, Stati Uniti. Un progetto che negli anni è cresciuto generando una cooperazione che ha visto nascere anche l'Orchestra Toscana dei conservatori. Esperienza artistica e umana realizzata grazie al sostegno e al contributo della Regione Toscana (che fin dall'inizio ci ha creduto) e che ora include un dialogo con altri grandi conservatori toscani: il Luigi Cherubini di Firenze, il Pietro Mascagni di Livorno e il Luigi Boccherini di Lucca, che a fianco dell'accademia di Siena hanno dato vita a un'orchestra sinfonica composta da 90 elementi, di cui 51 studenti toscani e 39 studenti del Dartmouth.
“Questa esperienza - commenta Anna Carli, presidente del Franci - dimostra quanto la collaborazione tra istituzioni possa dare vita a risultati concreti di altissimo profilo. Stiamo parlando di una sinergia che si è sviluppata in un contesto di dialogo, continuità, visione, all’interno del quale la Regione Toscana e il suo presidente Eugenio Giani hanno recitato un ruolo determinante, da quando si è sviluppata l'idea fino alla sua realizzazione. Questo ha dato una nuova prospettiva al futuro della formazione musicale”.
Il cammino sull’asse Italia-Usa ha appena vissuto una fase di grande soddisfazione. “L'orchestra - racconta ancora Carli - ha dato vita a una tournée dedicata a Gustav Mahler, compositore impegnativo e quindi un vero banco di prova, affrontato sotto la guida di Filippo Ciabatti, direttore dei programmi orchestrali e corali del Dartmouth College. Il risultato ottenuto è stato ulteriormente impreziosito dalla presenza del mezzosoprano Antoinette Dennefeld. La musica si è confermata un ponte di unione tra giovani musicisti di paesi diversi”.
Entusiasta anche il direttore del conservatorio senese Carlomoreno Volpini: “Gli studenti hanno avuto un'occasione irripetibile. Un repertorio molto complesso con un organico internazionale li ha fatti crescere come musicisti e come persone. Simili progetti possono realizzarsi solo grazie a una visione comune, alla capacità di fare rete e a una globale realtà che supera i confini di ogni singolo istituto musicale”.
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