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Siena

Il Costituto, un testo con valenza di manuale di governo e regole urbanistiche

Lo statuto permetteva al Comune di dialogare con comunità locali e apparati periferici usando lo stesso vocabolario di pene, incarichi, controlli

Giuseppe Simone  Modeo

10 Febbraio 2026, 11:44

Buon governo

Cos’è il Costituto? È lo statuto comunale senese (1309–1310), un testo con valenza di manuale di governo: mette in fila regole e procedure su giustizia, finanze, incarichi, controlli, mercato, ordine pubblico. Non è un “manifesto” ma è un sistema scritto, pensato per disciplinare nel tempo regole urbanistiche.

Se Siena oggi è famosa per le piazze, i palazzi e le opere d’arte, nel Trecento la sua forza era potenziale e andava concretizzandosi proprio con queste scritture pubbliche. Il punto davvero interessante, nel quadro ricostruito da Ascheri nel suo “Il Costituto del comune di Siena in volgare. Un episodio di storia della giustizia?” edito da Aska nel 2009, non è la presenza di un grande statuto ma la scala: Siena e il suo ambito producono testi normativi in volgare, in quantità tale da far pensare a un vero sistema di scrittura pubblica: compilazione, copie, aggiornamenti, conservazione .

Perché tante regole scritte? Si tratta di un modo di rendere lo sviluppo della città prevedibile e pianificabile. Un mercato regolato riduce contese tra concorrenti. Una procedura riduce conflitti personali o istituzionali, trasformandoli in passaggi controllabili. Una competenza scritta limita guerre interne tra uffici. La scrittura normativa, in questo senso, è anche una forma di ordine non eliminando i contrasti quanto incanalandoli verso la soluzione.

Poi c’è il rapporto con il territorio. Governare un contado ampio non significa soltanto imporre ma piuttosto coordinare. Per farlo servono regole riconoscibili, replicabili, applicabili anche lontano dal centro. Lo statuto diventa un linguaggio comune: permette al Comune di dialogare con comunità locali e apparati periferici usando lo stesso vocabolario di pene, eccezioni, incarichi, controlli.

Infine c’è un dettaglio che dimostra la potenza della città: produrre e mantenere statuti richiede personale capace e archivi funzionanti. Dove le istituzioni sono fragili, la norma resta orale e intermittente. Dove sono forti, la norma diventa documento e il documento garantisce continuità.

Il Costituto, dentro questa prospettiva, documenta la grande capacità di governo di Siena. La città non si governa solo con decisioni e simboli ma anche con un’idea modernissima per l’epoca: rendere la norma scritta struttura regolatrice del buon governo.

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