L'appuntamento
Orchestra della Toscana
La 103esima stagione di concerti Micat in Vertice dell’Accademia Chigiana si conclude con un appuntamento che ne riassume pienamente lo spirito artistico e progettuale, rilanciandone al tempo stesso la visione culturale e internazionale. Venerdì 8 maggio, alle ore 21, il Teatro dei Rozzi ospiterà l’Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta, con la partecipazione di Emilio Cecchini (clarinetto) e Umberto Codecà (fagotto), protagonisti di un programma che attraversa oltre un secolo di musica europea tra Anton Webern, Richard Strauss e Felix Mendelssohn.
Un valore simbolico e progettuale
Un concerto conclusivo che assume insieme un valore simbolico e progettuale: da un lato suggella una stagione di straordinaria intensità artistica, dall’altro testimonia in modo concreto la capacità dell’Accademia Chigiana di mettere in relazione formazione e professione, tradizione e innovazione, patrimonio storico e progettualità contemporanea.
Diego Ceretta rappresenta infatti uno dei più significativi percorsi artistici nati all’interno dei corsi di alto perfezionamento dell’Accademia Chigiana, dove si è formato con Daniele Gatti e Luciano Acocella. Oggi direttore musicale dell’Orchestra della Toscana e direttore ospite di alcune delle più importanti istituzioni sinfoniche nazionali e internazionali, Ceretta incarna in modo emblematico il ruolo della Chigiana come autentica fucina di talenti della scena musicale contemporanea, capace di accompagnare giovani musicisti verso le più alte dimensioni della professione artistica internazionale.
Il programma
Il programma della serata si configura come un itinerario ricco di rimandi, prospettive e tensioni espressive, capace di mettere in dialogo tre momenti cruciali della storia musicale europea tra Ottocento e Novecento.
Ad aprire il concerto sarà la Langsamer Satz di Anton Webern, pagina giovanile sorprendente per intensità lirica e tensione espressiva, lontana dalle radicali sperimentazioni della maturità ma già attraversata da una sensibilità raffinatissima. In questo “tempo lento”, la scrittura si distende in un flusso sonoro continuo, quasi contemplativo, che restituisce un volto inaspettato del compositore viennese, sospeso tra malinconia, espansione lirica e profondissima introspezione.
Al centro del programma il Duetto Concertino per clarinetto, fagotto, orchestra d’archi e arpa di Richard Strauss, una delle testimonianze più affascinanti della sua tarda produzione. Composto in una fase di profonda trasformazione del linguaggio straussiano, il brano si distingue per una scrittura di straordinaria eleganza timbrica e trasparenza espressiva, nella quale i due strumenti solisti si rincorrono e si intrecciano in un dialogo di forte impronta teatrale, sospeso tra ironia, virtuosismo e una sottile leggerezza narrativa. Una dimensione quasi fiabesca attraversa l’intera partitura, nella quale la sapienza costruttiva di Strauss si coniuga con una continua reinvenzione del rapporto tra tradizione e modernità.
A interpretare questa pagina di rara raffinatezza saranno Emilio Cecchini e Umberto Codecà, prime parti dell’Orchestra della Toscana e musicisti di riferimento della compagine fiorentina.
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