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Economia

Mps, l'ad Lovaglio assicura: “Con Mediobanca sinergia vincente”

Il manager non svela però le carte sul piano industriale. Il 27 febbraio la presentazione

Aldo Tani

11 Febbraio 2026, 06:30

Luigi Lovaglio

Luigi Lovaglio, ad di Mps

Le domande degli analisti vanno tutte nella stessa direzione. C’è volontà di sapere le decisioni prese dal Monte in merito al futuro di Mediobanca. L’ad Luigi Lovaglio, con tono cortese, rispedisce la curiosità al mittente, chiarendo che le risposte arriveranno il 27 febbraio, quando sarà presentato il piano industriale di piazzetta Cuccia. Il manager preferisce restare al presente e aprendo la conference call, fissa subito il punto: “E' più di una presentazione questa trimestrale, non è una semplice trimestrale, ma una pietra miliare della nostra storia, un punto di svolta decisivo”. Quindi, andando oltre, aggiunge: “Ciò che conta è che abbiamo prove tangibili, non previsioni, che la combinazione tra Mps e Mediobanca è fondata su un forte razionale industriale” che “costruisce valore per gli azionisti” e per “l’economia italiana”.

Il banchiere prova anche a quantificarlo questo ritorno: “Si confermano i 700 milioni di sinergie con un potenziale di ulteriore miglioramento”. Restando in tema fa poi notare: “Non stiamo mettendo insieme due banche, ma plasmando una realtà che darà valore all'Italia”. E ancora: “Il nostro obiettivo” è creare “un modello operativo entro la fine del 2026. Abbiamo finito la progettazione dei target di business, ora stiamo portando a termine il completamento del modello e della struttura aziendale”.

Senza entrare nei dettagli, Lovaglio si lascia comunque andare a qualche sprazzo di futuro: “Stiamo accelerando il processo di integrazione con Mediobanca, muovendoci verso un modello di business operativo specializzato che rafforza il valore dei brand, le capacità e i talenti di entrambe le organizzazioni, con piazzetta Cuccia come entità giuridica focalizzata sulle attività di corporate & investment banking e di private banking di fascia alta, intraprendendo un percorso di crescita e sviluppo molto ambizioso”. L’occasione per replicare a chi li chiede dei private banker in uscita da Mediobanca: “Sono già state messe in atto azioni per trattenere i migliori talenti, che sono fondamentali per la nostra attività, e saranno messe in atto ulteriori iniziative per trattenerli, la cosa adesso è perfettamente sotto controllo. Sono sicuro che i vertici di Mediobanca abbiano intrapreso tutte le azioni necessarie per invertire questa tendenza”.

Arriva quindi il momento di parlare di riorganizzazione: “Ci concentreremo sulla creazione di valore e sulla massimizzazione del livello di rendimento per gli investitori e delle sinergie industriali”. Molto ma non tutto. Naturale perciò far scendere il sipario: “Il cda non ha ancora preso tutte le decisioni definitive quindi vi chiedo di avere pazienza ed aspettare il piano industriale”. Tolleranza che gli investitori forse non hanno avuto. In una giornata trionfale, l’unica nota stonata è il crollo in Borsa, dove il titolo senese ha perso il 3,45%.

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