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I numeri

Rapporto Irpet: esportazioni e turismo spingono l’economia toscana

In evidenza aumento del commercio dei prodotti farmaceutici e il richiamo delle città d’arte. Pil in crescita dello 0,8%

Caterina Iannaci

23 Febbraio 2026, 19:41

report irpet

Dati irpet, segnali positivi da turismo, export e lavoro

L'economia toscana resiste in un contesto globale instabile, con un Pil in lieve crescita secondo il rapporto Irpet. Lo studio evidenzia segnali positivi da export, turismo e lavoro, nonostante ombre sull'industria e la cautela delle imprese. Il Pil toscano è stimato in aumento dello 0,8% nel 2025 (contro +0,6% nazionale) e dello 0,7% nel 2026, trainato dai consumi familiari ma con contributi modesti da investimenti pubblici e saldo estero negativo. La produzione industriale resta in calo (-1,8% nel III trimestre 2025), ma mostra un rimbalzo a novembre (+1,8%), mentre l'export cresce del 14,7% nei primi tre trimestri e del 25,5% nell'ultimo, spinto da farmaceutica (+138%) e moda (calzature +22,8%, abbigliamento +17,4%).

Il turismo conferma il trend positivo con +2,5% di presenze nel 2025 (+3,8% stranieri, +0,7% italiani), in evidenza città d'arte (+6%) e montagna (+6,2%), mentre cala il mare (-1,7%). Il mercato del lavoro dipendente sale del +1,6% (65mila posizioni nette da gennaio a settembre), con disoccupazione sotto il 4%, nonostante cali nelle assunzioni manifatturiere (-3,7%) e aumento degli ammortizzatori sociali (+20%) (specie moda).

L'economia toscana continua a crescere, seppur lentamente. Il Pil 2025 supera quello italiano, con inversione nella moda, export al 14% nazionale e disoccupazione sotto il 4%”, ha dichiarato il presidente regionale Eugenio Giani.

Il direttore Irpet Nicola Sciclone evidenzia moderazione economica, incertezza globale e cautela delle imprese: crescita debole ma non recessione, con sfida post-Pnrr. Le imprese prevedono stabilità (2 su 3 per fatturato 2026), con pessimismo nella moda (1 su 4 calo); il Pnrr ha 21 mila progetti (73% avanzamento, meglio del 54% nazionale) e boost di +1,3% Pil annuo. “Il mercato del lavoro ha un buon andamento, nonostante le difficoltà del manifatturiero e della moda. La sfida per i prossimi anni – aggiunge Sciclone – è non interrompere il rilancio determinato dal Pnrr, ma aprire una nuova stagione di programmazione che possa mettere al centro una serie di priorità che permettano di orientare e indirizzare le dinamiche di mercato”.

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