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Economia

Mps, i sindacati: "Manca il confronto sul piano industriale"

Le sigle richiamano "con chiarezza l'azienda alle proprie responsabilità"

Caterina Iannaci

16 Marzo 2026, 12:57

Mps

Banca Mps

Le sigle sindacali dei lavoratori di banca Mps tornano a farsi sentire in merito al nuovo Piano Industriale e alle dinamiche in corso, in vista del rinnovo degli organismi di governo societario.

"L'Istituto - premettono Fabi, First Cisl, Cgil Fisac, Uilca e Unisin - attraversa una fase delicata della propria storia, nella quale si intrecciano scelte di governance, prospettive proprietarie e decisioni relative alla futura guida manageriale. Le notizie sul rinnovo del Consiglio di Amministrazione e sull'annunciato avvicendamento al vertice della Banca, confermano l'apertura di una fase di transizione significativa che, pur rientrando nelle prerogative degli azionisti, non può essere circoscritta alla sola dimensione societaria: passaggi di questa portata incidono inevitabilmente sull'organizzazione del lavoro, sul clima interno e sull'equilibrio complessivo delle relazioni industriali".

"In momenti come questo diventa quindi essenziale preservare un metodo fondato su responsabilità reciproca, trasparenza e confronto effettivo" affermano le organizzazioni sindacali, che rivendicano "il proprio ruolo di rappresentanza e la piena legittimità a partecipare alla discussione sulle scelte che riguardano il futuro della Banca e delle persone che vi lavorano. In questa cornice si colloca la presentazione del Piano Industriale: un progetto destinato a orientare la strategia del Gruppo e a incidere su processo produttivo, professionalità e prospettive occupazionali, non può essere gestito come una comunicazione rivolta esclusivamente alla comunità finanziaria".

Il nodo, per le sigle, "riguarda il metodo. Nella storia del Monte dei Paschi il confronto tra azienda e sindacato ha rappresentato uno strumento fondamentale per governare passaggi complessi, mantenendo equilibrio e responsabilità. Questo patrimonio di relazioni industriali ha consentito nel tempo di affrontare trasformazioni profonde, senza compromettere la coesione aziendale".

Per questo, è l'appello, "richiamiamo con chiarezza l'azienda alle proprie responsabilità. Il sindacato non intende rinunciare alla propria centralità negoziale rispetto a scelte strategiche che incidono sull'organizzazione del lavoro, sugli organici e sulle prospettive professionali e contrattuali dei Dipendenti. La pace sociale non è un presupposto automatico, né un dato acquisito. Essa nasce da relazioni industriali fondate su rispetto reciproco, ascolto e riconoscimento del ruolo delle parti. Quando questo equilibrio viene meno, non è in discussione soltanto il merito delle singole decisioni, ma l'assetto complessivo dei rapporti tra impresa e lavoro. Le Lavoratrici e i Lavoratori hanno sostenuto questo percorso con senso di responsabilità, professionalità e dedizione. Per questo meritano rispetto, chiarezza e certezze sulle prospettive future. Alla luce delle considerazioni espresse, le segreterie di coordinamento ribadiscono, con fermezza, la richiesta di un confronto immediato e sostanziale sulle scelte strategiche e sul Piano Industriale. L'azienda dispone oggi di interlocutori pienamente titolati a illustrare e discutere le decisioni assunte. È con questi interlocutori che siamo disponibili ad aprire, fin da subito, un confronto serio e trasparente".

"Qualora - concludono - tale confronto non dovesse realizzarsi con la necessaria celerità e adeguatezza, saranno valutate tutte le iniziative ritenute opportune, dalla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori fino alle eventuali forme di mobilitazione previste dall'ordinamento contrattuale. Il futuro di una banca non si determina soltanto nei mercati finanziari o nelle presentazioni agli investitori. Si costruisce ogni giorno attraverso il lavoro delle persone, che ne garantiscono la presenza nei territori e la solidità del rapporto con la clientela".

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