Economia
L’anomalia senese: record di occupati tra le macerie delle grandi crisi industriali
In provincia di Siena risultano meno disoccupati rispetto alla media regionale, ma l’ombra delle crisi resta alta. Il mercato del lavoro nel territorio senese presenta un tasso di disoccupazione inferiore alla media regionale (3,6%) ma si caratterizza per la presenza di numerose crisi aziendali, oltre a quella ex Beko: Avi.Coop - Gruppo Amadori (circa 350 lavoratori) e Konecta Pay Care (60 addetti) fino alla recentissima mobilitazione dei dipendenti Acqua&Sapone.
Alcuni dati su mercato del lavoro e servizi per l'impiego – Secondo i dati Istat, in provincia di Siena il tasso di disoccupazione è al 3,6%, al di sotto della media regionale (4%). A fare da contraltare il tasso di occupazione che non raggiunge i livelli toscani (66% vs. 70,9%). Nel dettaglio, il tasso di occupazione femminile è vicino alla media regionale (63% vs. 63,7%). Il tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni si attesta al 13% (media regionale 13,4%). Il quadro risente della situazione difficile del comparto della manifattura.
Il punto dei centri per l'impiego
Tra i principali risultati raggiunti dai Cpi senesi, quelli relativi agli esiti occupazionali di GOL, il programma di riforma delle politiche attive previsto dal PNRR: il 59% delle persone risulta occupato dopo 6 mesi dalla fine del percorso, percentuale ben al di sopra della media nazionale (43%) e regionale (52%). In generale lo scorso anno i lavoratori presi in carico dai Cpi attivi sul territorio provinciale sono stati 40.505, mentre 23.021 sono i beneficiari totali di GOL dall'inizio del programma (di cui il 57% donne, il 27% stranieri, il 32% giovani tra i 15 e i 29 anni) con 7.049 persone iscritte a formazione e 235 tirocini (108 a Siena) attivati.
Sul fronte imprese, nel corso del 2025 nell'intera provincia sono state prese in carico 2.532 aziende, con un incremento del 9,5% rispetto all'anno precedente. I servizi hanno intermediato 1.505 offerte di lavoro per un totale di 1.684 posti di lavoro, superando i livelli del 2024.
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