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Siena

Costa: “Protocollo da rivedere, serve più rispetto per il nostro ruolo”

Il presidente dell’associazione chiede soluzioni concrete per l’addestramento e maggiore attenzione alle esigenze di proprietari e cavalli del Palio

Andrea Bianchi Sugarelli

22 Giugno 2025, 06:04

Osvaldo Costa

Osvaldo Costa, presidente dell’Associazione proprietari, allenatori e allevatori di cavalli da Palio, interviene, con un approccio prudente ma deciso, sulle recenti questioni legate al Protocollo e all’organizzazione degli addestramenti.

Come commenta le parole del sindaco in Consiglio comunale?

"In questo momento preferisco essere un po’ cauto, anche perché abbiamo sempre avuto un rapporto di collaborazione e di stima reciproca. Eravamo anche rimasti d’accordo che ci saremmo confrontati su tutte queste problematiche relative al Protocollo, alle piste e ad altre questioni dopo i Palii, quindi aspettiamo i primi giorni di settembre per un incontro". 

Soddisfatto di Piazza del Campo, meno del Protocollo insomma.

"Per quanto riguarda Piazza del Campo, bisogna fare i complimenti all’Amministrazione Comunale e alla sindaca, perché Siena con la sua storia e tradizione, ha fatto capire la nostra unicità relativa alla pista. Per quanto riguarda invece il Protocollo, non voglio entrare troppo nel merito della questione delle piste, perché è il Comune che decide. Però, come proprietari di cavalli e come associazione – che è cresciuta molto, oggi siamo quasi 150 soci, tra cui tutti i fantini che corrono il Palio di Siena – riteniamo di avere delle competenze e professionalità in materia di cavalli. Vorremmo essere un po’ più considerati, anche perché, se si stabilisce che servono dieci giornate di addestramento, vuol dire che sono davvero necessarie dieci giornate. Capisco che possano esserci problemi meteorologici, ma purtroppo questo è un problema che si ripete ogni anno. Bisogna sedersi al tavolo e cercare una soluzione, perché se delle dieci giornate previste se ne riescono a fare solo quattro, il Protocollo non è rispettato".

Quindi sarebbe il caso di pensare a una pista utilizzabile tutto l’anno?

"Non è una questione di pista. La responsabilità delle decisioni spetta al sindaco la quale se vuole mantenere Mociano e Monticiano va bene lo stesso. L’importante è risolvere i problemi. Ripeto che, se sono previste dieci giornate di addestramento, il Protocollo deve essere completato. Come dice la sindaca, giustamente, il Protocollo serve all’addestramento dei cavalli, poi è vero che non è il Comune a dover fare tutto, ma i cavalli poi devono correre il Palio, quindi la preparazione è necessaria. Ci si può organizzare con l’Associazione, collaborando anche con altri soggetti. È essenziale poter fare almeno sei corse, perché nell’addestramento la base è importante, ma serve anche l’esperienza e l’agonismo per ottenere risultati utili per il Palio. Se il cavallo è ormai riconosciuto giuridicamente come un atleta vuol dire che, come per qualsiasi altro atleta, serve allenamento e competizione. A prescindere dal tipo di terreno che si decide di utilizzare, l’importante è che si organizzino davvero queste giornate di preparazione e non si trovino scuse legate al maltempo per non farle".

Avete cercato di proporre al Comune di non limitare le corse solo a determinati giorni della settimana?

"Sì, abbiamo proposto di non concentrare le corse esclusivamente il martedì, il mercoledì e il giovedì, ma di provare ad inserire anche il sabato e la domenica. Se si continua ad usare le strutture attuali, con i problemi meteorologici che si ripetono, il calendario salta e bisogna trovare il modo di recuperare le giornate perse. Purtroppo questo finora non è stato fatto. Alla fine, soprattutto per i cavalli giovani, di quattro o cinque anni, manca proprio questa fase di addestramento e non si può fare a meno. Bisogna trovare una soluzione. Spero che le dichiarazioni fatte in Consiglio comunale non siano definitive. Capisco che in quel momento la sindaca abbia detto quello che riteneva giusto, ma spero che ci sia sempre la possibilità di continuare la collaborazione con il Comune, come abbiamo sempre fatto, per trovare alternative o almeno dei metodi per risolvere questi problemi. Bisogna trovare un sistema e confrontarsi; spero che le dichiarazioni non siano definitive e che ci sia sempre la possibilità di continuare a collaborare, trovando alternative e metodologie per risolvere queste problematiche. Ognuno fa la propria parte: il Palio è organizzato dal Comune, ma poi i veri protagonisti sono le Contrade e i cavalli, anche se questi ultimi spesso vengono considerati solo alla fine. Rispettiamo l’amministrazione e le Contrade, ma ci aspettiamo anche noi di essere rispettati".

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