Siena
Nuovo codice deontologico del medico veterinario
La giunta comunale ha dato il via libera al nuovo Codice deontologico del medico veterinario, che definisce in modo puntuale regole, doveri e responsabilità dei professionisti chiamati a far parte della Commissione tecnica comunale per il Protocollo equino e della Commissione veterinaria del Palio. Il Codice affianca i principi generali già stabiliti dagli Ordini professionali, entrando nel merito dei comportamenti più ricorrenti e delle situazioni concrete legate all’attività svolta per conto del Comune. Viene ribadito il ruolo come figura al servizio della collettività, impegnata nella tutela della salute animale e umana e del corretto rapporto tra queste componenti, nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità. Vengono inoltre chiariti ambito di applicazione, responsabilità disciplinare e conseguenze delle violazioni.
Ampio spazio è dedicato allo status professionale, all’obbligo di operare secondo scienza e coscienza e ai principi di imparzialità, integrità e terzietà. Il Codice richiama doveri di diligenza, riservatezza e indipendenza, imponendo di resistere a pressioni esterne e di garantire sempre il segreto professionale e l’intervento nei casi di urgenza. Uno dei punti centrali riguarda il conflitto di interessi: sono previste regole stringenti e l’obbligo di astensione in ogni situazione che possa compromettere l’oggettività del giudizio, con il divieto di rapporti professionali esterni con i soggetti coinvolti nel Protocollo e nel Palio. Norme specifiche disciplinano anche i rapporti con i colleghi, con la stampa e con l’amministrazione comunale. La violazione delle norme comporta la decadenza dall’incarico e la risoluzione del rapporto, nel quadro delle leggi e degli accordi vigenti.
Non si è fatta attendere la risposta dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), che ha immediatamente chiesto al Comune di Siena di fare un passo indietro. In una presa di posizione netta, l’organismo si rivolge direttamente al sindaco Nicoletta Fabio sollecitando il ritiro del provvedimento, ritenuto fuori dalle competenze di Palazzo Pubblico in quanto “non spetta alle amministrazioni comunali l’emanazione delle norme di condotta deontologica dei medici veterinari”, si legge in una nota. L’intervento viene inoltre definito un “indebito eccesso regolatorio”, capace di incidere sulla libertà di esercizio della professione. Nel mirino dell’Anmvi c’è soprattutto l’estensione del Codice ben oltre l’ambito specifico delle attività legate al Palio, arrivando a disciplinare il cosiddetto “corretto status professionale” e le condizioni generali di esercizio dell’attività. Regole di questo tipo, sottolinea l’associazione, non possono essere impartite da chi amministra un governo locale. La competenza esclusiva in materia di deontologia professionale “spetta soltanto agli Ordini e alla Federazione nazionale Ordini veterinari italiani”, come stabilito da una specifica legge del gennaio 2018. Da qui la richiesta formale di ritiro del Codice, giudicato illegittimo nel merito e nel metodo.
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