Palio
Il priore Benedetta Mocenni
Benedetta Mocenni, al termine delle votazioni che si sono svolte sabato e domenica, è stata nuovamente confermata priore della Selva. «È un risultato - commenta - che leggo nel segno della continuità. Sono al terzo mandato e, anche se il percorso non è stato semplice, sono soddisfatta. La cosa che conta di più è la fiducia che i contradaioli hanno voluto rinnovare nei miei confronti, e per questo sono profondamente grata.
Ci sono però state difficoltà durante il percorso per arrivare alle urne...
«Effettivamente sì. Giungere a questa conclusione non è stato scontato, ma proprio per questo la conferma ha un valore ancora più forte. Mi permette di portare avanti progetti e impegni già avviati, con l’auspicio di continuare a lavorare per la Contrada in modo costruttivo e sereno».
Che bilancio può tracciare del mandato precedente?
«Direi che è decisamente positivo. Nel biennio passato abbiamo fatto molte attività, puntando molto sulla socialità e sull’attenzione alla vita interna della Selva. Abbiamo lavorato anche sul territorio e sui nostri immobili. C’è stata una buona partecipazione e, sotto tutti i punti di vista, posso ritenermi soddisfatta».
Per quanto riguarda l’organigramma dei prossimi due anni, ci saranno novità?
«Cambieranno due figure importanti: il vicario generale e il vicario all’organizzazione. Sono ruoli chiave nella struttura e con loro partiremo in grande sinergia perché si tratta di persone con cui ho già un buon rapporto. Il passaggio di consegne sarà sicuramente utile e costruttivo».
Quali conferme, invece, sono previste?
«Sarà ancora al suo posto la vicaria all’amministrazione, Francesca Bartali, che ha ottenuto risultati molto importanti, soprattutto dal 2023 in poi. Anche dal punto di vista finanziario il suo contributo è stato determinante, a partire dalla gestione successiva al Palio vinto».
Novità si registrano anche sul fronte della Società.
«Sì, c’è una nuova presidente, Gabriella Liccardo, anche lei una donna. Tra noi c’è sintonia e questo ci permette di lavorare su una progettualità condivisa, con l’obiettivo di una Contrada aperta, partecipata e attenta soprattutto ai giovani».
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