Politica
La san Bernardino è una delle due scuole a rischio nel Senese
L’accorpamento scolastico 2026/27 dell’Istituto comprensivo San Bernardino da Siena è stato l’oggetto dell’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi dalla consigliera Anna Ferretti del gruppo Partito Democratico. A rispondere è stato l’assessore all’istruzione, Lorenzo Loré.
“Purtroppo – ha esordito l’assessore –, ogni novembre ci troviamo a parlare di questo tema che per questa amministrazione è particolarmente amaro. La nostra città è interessata dalla questione degli accorpamenti, perché tra i sedici istituti distribuiti sul territorio regionale c’è anche l’Istituto comprensivo San Bernardino da Siena. In una prima fase, quest’anno, la Regione aveva congelato l’argomento, essendo ancora in attesa della decisione della Corte costituzionale sul ricorso presentato lo scorso novembre 2024 avverso la disposizione normativa alla quale anche l’anno scorso avremmo dovuto dare esecuzione. Tra l’altro, colgo l’occasione per riferire al Consiglio che la procedura dinanzi alla Consulta è stata trattata all’udienza del 18 novembre scorso e che a giorni dovrebbe essere depositata la decisione. Invece, in data 3 novembre la Provincia ci ha comunicato di aver avuto disposizioni dalla Regione, su input governativo, di formalizzare una proposta che prevedesse, nel nostro caso, l’eliminazione dell’Istituto San Bernardino, dandoci tempo sino al 10 novembre”.
“Raccolti i dati necessari per un utile confronto – ha dichiarato Loré –, ho provveduto a riunire i dirigenti scolastici dei cinque istituti comprensivi senesi e, dopo una profonda discussione ad ampio raggio, ho inviato alla Conferenza zonale per l’istruzione e alla Provincia la proposta ricordata dalla consigliera Ferretti. Come immaginerà, anche considerata la ristrettezza dei tempi, non è stato possibile coinvolgere in un percorso partecipativo le famiglie di 523 tra bambini e bambine frequentanti le scuole dell’Istituto San Bernardino. I sindacati, invece, sono stati informati delle proposte durante un incontro convocato in Provincia mercoledì 12 novembre. La stessa Provincia poi, in data 18 novembre, ha trasmesso alla Regione il provvedimento contenente il piano provinciale per l’accorpamento delle autonomie scolastiche per l’anno scolastico 2026/2027, unitamente a una nota con la quale veniva ribadita la contrarietà alla politica di accorpamento tra istituti”.
“L’amministrazione comunale, comunque – ha proseguito l’assessore –, è perfettamente consapevole che, seppur avendo la finalità di mettere in sicurezza i quattro istituti comprensivi da future eventuali modifiche, il piano, se attuato, avrà necessità di un periodo di adattamento, dovendo gli istituti stessi riorganizzare i propri uffici, i servizi alle famiglie e la progettualità. Da una parte sarà opportuno, quindi, prevedere, come già accade, delle ulteriori forme di collaborazione trasversale tra comprensivi per proseguire nelle attività che sono oggi inserite nella programmazione della comunità scolastica dell’Istituto San Bernardino; dall’altra, è utile che le dirigenze scolastiche organizzino gli uffici in maniera tale da garantire dei presidi di segreteria nei plessi che andranno ad acquisire, così da ridurre al minimo i disagi per le famiglie che, tuttavia, normalmente interagiscono con la scuola telematicamente”.
“In ogni caso – ha concluso l’assessore Loré –, in attesa che venga pubblicata la sentenza della Corte Costituzionale o che venga trattato il ricorso al Presidente della Repubblica presentato in queste settimane, l’amministrazione comunale, senza clamori o proclami, solleciterà i propri parlamentari di riferimento per ragionare su eventuali azioni possibili utili a meglio definire un tema così delicato”.
La consigliera Anna Ferretti (Partito Democratico) si è dichiarata: “mi ritengo abbastanza soddisfatta, capisco che non si poteva fare diversamente e capisco anche il senso della decisione, ovvero mettere in sicurezza gli istituti coinvolti. Certamente insisterei sul tema del collegamento degli istituti, se dovesse andare tutto male o ci si crede al curriculum verticale degli IC o non ci si crede, non è possibile per un bambino avere scuole vicine con tre istituti comprensivi diversi. Si parla di oltre cinquecento alunni con circa quattrocento famiglie coinvolte in questa riorganizzazione. Si deve necessariamente tutelare il curriculum verticale dell’istituto comprensivo. Dato che non avete fatto ‘clamore’ sugli accorpamenti cerco io di farlo per voi sostenendovi nel fare il possibile con i vostri parlamentari di riferimento, come chiesto dal presidente Giani, affinché la scuola venga tenuta di conto e valorizzata come il migliore investimento che si possa fare. Se non si investe sulla scuola non si gettano le basi sul domani, che va costruito proprio a partire dai più piccoli”.
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