Siena
Santa Maria della Scala di Siena
Sinistra Italiana Siena – AVS punta il dito contro la gestione del complesso museale di Santa Maria della Scala e, più in generale, contro le politiche culturali dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Nicoletta Fabio. In un duro intervento, il partito parla di “città ferma”, di cultura trasformata in “bene di consumo immediato” e di un’assenza totale di visione strategica per il futuro.
Il caso Leone e le promesse mancate
Al centro della critica c’è la figura di Cristiano Leone, presidente del Santa Maria della Scala, finito tra i finalisti per la direzione di due importanti musei statali. Una notizia positiva per la sua carriera, ma, secondo Sinistra Italiana, negativa per Siena. La nomina di Leone, ricordano, era stata presentata nel gennaio 2024 dalla sindaca Fabio come un passaggio chiave della legislatura, fondata su “capacità manageriali” capaci di “attrarre su Siena e sul Santa Maria gli occhi di soci e investitori esterni”. Si parlava di sponsor, fondi ministeriali, “partenariati pubblici e privati” e di una rete internazionale come garanzia di risultati. A distanza di un anno, il bilancio tracciato dalla sinistra è severo: non risultano fondi ministeriali effettivamente disponibili, nessuno sponsor formalizzato, nessuna nuova risorsa concreta per il complesso museale. “Le promesse sono rimaste sulla carta”, è l’accusa.
“La responsabilità è della sindaca Fabio”
Sinistra Italiana distingue nettamente il piano personale da quello politico. “Non ci interessa giudicare le scelte di carriera di Cristiano Leone, è nel suo diritto candidarsi dove ritiene opportuno”, si legge nel testo, ma “il problema è altrove e ha un nome preciso: la sindaca Nicoletta Fabio”. Il caso Leone viene descritto come il sintomo di una gestione più ampia, considerata inadeguata: un Santa Maria della Scala “bloccato”, privo di una visione strategica e delle risorse che erano state promesse “con enfasi” al momento della nomina. Per la sinistra, la responsabilità politica del rallentamento del complesso museale ricade interamente sulla guida di Palazzo Pubblico.
“Cultura usa e getta, solo eventi instagrammabili”
Il cuore dell’attacco riguarda il modello culturale adottato dall’amministrazione. “La Fabio ha ridotto la cultura a bene di consumo immediato”, accusa Sinistra Italiana, denunciando l’assenza di progetti “duraturi e strategici” per Siena. Al loro posto, eventi “instagrammabili”, pensati per “reels di pochi secondi” che “non lasciano tracce durature e nessun tipo di guadagno”. Una cultura definita “eterea e consumistica”, che “brucia risorse sull’altare della vanità e dell’apparenza”. Nel mirino finisce anche la scelta di investire in “spettacoli usa e getta” anziché nel “capitale umano e nelle competenze presenti a Siena”, mentre “gli archivi storici mancano di fondi per la catalogazione”. Secondo Sinistra Italiana si “riempiono le piazze per poche ore”, si inseguono “numeri e presenze”, ma non si costruisce vero patrimonio culturale. L’amministrazione, sostengono, “confonde la cultura con l’intrattenimento, il progetto culturale con l’evento mediatico, l’investimento strategico con la spesa effimera”.
Una città senza strategia culturale
Il caso Santa Maria della Scala diventa, nel ragionamento della sinistra, la lente attraverso cui leggere lo stato complessivo del sistema culturale senese. “Sono anni che Siena è ferma” in un contesto culturale dove la competizione tra territori è sempre più forte, denunciano. Le domande poste sul complesso museale – “Quale progetto culturale per questo luogo? Come si integra con il sistema museale cittadino? Quali investimenti sono realmente disponibili? Quale ruolo può giocare per lo sviluppo economico e turistico di Siena?” – vengono estese a tutto il sistema. Viene chiesto dove sia il progetto per mettere in dialogo Santa Maria della Scala, Pinacoteca, Museo dell’Opera e gli altri poli cittadini; dove sia l’investimento sulla formazione culturale delle nuove generazioni; dove sia la strategia per trattenere in città i giovani laureati in discipline umanistiche; dove il sostegno alle realtà culturali indipendenti. “Non ci sono risposte” – attacca Sinistra Italiana – c’è solo un calendario di eventi che si susseguono senza logica, senza continuità, senza lasciare nulla oltre al post sui social".
Le richieste di Sinistra Italiana: piano, trasparenza, nuova governance
Nella parte finale, il comunicato si trasforma in piattaforma programmatica. “Il Santa Maria della Scala non può essere trattato come terreno di sperimentazione di nomine sbagliate o come vetrina per carriere individuali”, si legge, perché Siena “ha una storia culturale straordinaria e istituzioni che sono patrimonio di tutti”. Per questo Sinistra Italiana Siena chiede “serietà, competenza e visione” e l’avvio di una nuova fase. Tre i punti principali: un piano strategico pluriennale per la cultura, che definisca obiettivi, risorse e governance del sistema cittadino e che vada oltre la singola legislatura; piena trasparenza sui conti, con un rendiconto pubblico di quanto speso in eventi negli ultimi tre anni e il confronto con gli investimenti in progetti strutturali; una nuova governance per il Santa Maria della Scala, attraverso un bando pubblico “trasparente, con criteri chiari” e un progetto culturale costruito “in dialogo con la città”, mettendo da parte “nomine calate dall’alto”.
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