Il voto
Pd e sindacati compatti per il no
La campagna per il referendum sulla giustizia del 22 e del 23 marzo è appena iniziata. Manca poco meno di un mese all’apertura delle urne e il dibattito diventa sempre più acceso. Ieri mattina, nella Saletta dei Mutilati, a essere protagonista è stato il Comitato del No, con tanti ospiti a prendere la parola, tra cui il parlamentare Federico Gianassi, capogruppo del Partito Democratico della Commissione Giustizia della Camera dei deputati. Un’occasione per i sostenitori del No per ribadire la contrarietà a una riforma che, a loro avviso, va ad attaccare uno dei tre poteri dello Stato.
“È importantissimo votare no - afferma Gianassi - perché è una riforma che mira a indebolire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Ci sono più passi di questa modifica costituzionale che vanno in quella direzione. Basti pensare al sorteggio dei magistrati: diventerebbe l'unico corpo per il quale in Italia viene previsto il sorteggio e non il meccanismo elettivo. È evidente l'obiettivo di indebolire la rappresentanza della magistratura”. Nel corso delle ultime settimane è emersa qualche voce favorevole al Sì all’interno del centrosinistra, ma il Pd rimane compatto sul No.
“La nostra posizione è contraria - spiega Gianassi -, poi se un paio di iscritti sono a favore non ci sono problemi, ma secondo me commettono un grave errore perché non comprendono il contesto politico né le problematiche che questa riforma costituzionale rappresenta”.
“Questa è una riforma politica - spiega Daniela Miniero, segretaria della Fiom Cgil di Siena - , ed è una riforma che va ad agire direttamente sugli assetti di equilibrio dei poteri e quindi è un attacco al principio democratico per il quale si è voluto, dai nostri padri costituenti, una magistratura autonoma e indipendente, perché nessuno deve essere al di sopra della legge, neanche l’esecutivo attuale. La conseguenza è logica: avremmo una giustizia subordinata ai poteri forti e in questi casi il lavoro non viene più tutelato”.
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