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Volley

Dal taraflex di Siena al tetto del mondo: la scalata di Yuri Romanò

Dopo la consacrazione con la Emma Villas sono arrivate la Superlega, la Nazionale, l'avventura in Russia e ora la sfida in Polonia

Francesca Baglioni

07 Maggio 2026, 12:45

Yuri Romanò

Dal taraflex di Siena al tetto del mondo. La carriera di Yuri Romanò ha preso definitivamente quota proprio nella città del Palio, tappa decisiva di un percorso che lo ha portato a diventare uno dei simboli della pallavolo italiana moderna. Oggi l’opposto azzurro è campione del mondo, protagonista in Europa e reduce da una stagione da miglior marcatore nel campionato russo con il Fakel, ma la vera svolta della sua crescita porta direttamente alla Toscana. Nell’ultima puntata di Volley Night su Oa Sport, Romanò ha raccontato la sua esperienza all’estero e i sacrifici affrontati lontano dall’Italia. Dalla Russia alla prossima avventura in Polonia, il bomber azzurro ha spiegato come ogni scelta sia stata guidata dalla voglia di crescere e confrontarsi con progetti ambiziosi. Una mentalità aperta, internazionale, che però affonda le radici negli anni della definitiva maturazione tecnica e mentale vissuti a Siena.

Fu infatti con la maglia della Emma Villas che Romanò riuscì a compiere il salto di qualità. Arrivato come atleta interessante ma ancora in cerca della definitiva consacrazione, trovò continuità, responsabilità e fiducia. Siena gli permise di trasformare il proprio potenziale in rendimento ad alto livello, mettendo in mostra quella potenza offensiva e quella personalità che lo avrebbero poi proiettato verso la Superlega e la Nazionale. Da lì la scalata è stata rapidissima: la maglia azzurra, il trionfo mondiale, le medaglie internazionali e il ruolo sempre più centrale nel volley italiano. Lo stesso Romanò oggi parla da giocatore maturo, consapevole delle difficoltà di un ruolo come quello dell’opposto, chiamato spesso a risolvere le situazioni più complicate e a restare lucido anche nei momenti più delicati.

Ma dietro il campione che oggi guarda alla Polonia e sogna un futuro anche in Giappone, resta il ricordo di una Siena fondamentale. Perché è qui che Romanò ha smesso di essere soltanto una promessa ed è diventato un giocatore capace di arrivare sul tetto del mondo.

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