Castellina in Chianti
L'abitazione a Malafrasca teatro del fatto
Restano in carcere le due donne, Denise Duranti ed Erica Cuscela, accusate dell’omicidio di Franca Genovini, l’85enne di Castellina in Chianti trovata senza vita nella sua casa a Malafrasca, il 7 agosto 2024. Il tribunale del Riesame di Firenze ha detto no alla richiesta, avanzata dalle difese delle due indagate, di annullare o in subordine di modificare i provvedimenti a loro carico.
Lo scorso 24 febbraio era stata lunga e articolata la discussione dei legali che chiedevano la scarcerazione o in alternativa l’applicazione di misure più tenui, contestando l’assenza dei requisiti che hanno fatto scattare le manette per le ragazze, ovvero il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio, quest’ultimo ravvisato in autonomia dal gip di Siena, Andrea Grandinetti. Il collegio, dopo essersi riservato, giovedì 26 marzo ha depositato le sue motivazioni decidendo di mantenere in atto la misura del carcere per le due, ristrette al momento nell’istituto di Sollicciano, a Firenze.
Ma il colpo di scena è giunto in seno alla difesa di Duranti, la 37enne nipote acquisita della vittima, che secondo gli inquirenti, insieme alla complice 25enne giunta dal Veneto, conosciuta online, con un movente economico avrebbe premeditato e compiuto l’assassinio, prima narcotizzando e poi soffocando l’anziana, per poterla poi rapinare.
Subito dopo la discussione del riesame, il 24 febbraio, quindi prima di conoscere gli esiti dell’udienza (giunti alcuni giorni dopo) i due legali della donna, gli avvocati Fabio e Giulio Pisillo, hanno deciso di rinunciare al mandato difensivo, comunicandolo direttamente alla cliente in casa di reclusione. La nuova difesa di fiducia dovrà ora decidere se impugnare la decisione per Cassazione. No comment, da parte dei due professionisti, sui motivi che li hanno condotti al passo indietro. A difendere Cuscela è invece l’avvocato Fausto Rugini.
A questo punto salvo nuovi ricorsi legati alle misure cautelari, la situazione resta in standby fino alla ripresa dell’incidente probatorio, fissata per il 26 maggio. Quando si aggiornerà la battaglia medico legale sulle cause della morte dell’anziana, anche se non sono escluse nuove mosse strategiche visto l’inattesa rinuncia al mandato di una delle difese, che hanno sempre negato con forza la tesi dell’omicidio, corroborata invece dai consulenti del giudice. Come noto alle due si contesta l’omicidio aggravato dalla premeditazione e dal nesso teleologico, rapina, uso abusivo di carta di credito, autoriciclaggio e per una anche calunnia e simulazione di reato.
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