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Sinalunga

Chiude dopo cent'anni un altro negozio storico del territorio. La titolare: "Una decisione difficile"

Dina Calzature era un must del centro storico di Bettolle: tirerà giù il bandone a febbraio dopo la svendita totale. I motivi dietro la scelta

Claudio Coli

14 Gennaio 2026, 10:17

Dina Calzature

Dina Calzature, l'interno del negozio

Un altro negozio storico del territorio senese dice basta e abbassa il suo bandone. Parliamo di Dina Calzature, a Bettolle, comune di Sinalunga, che ha deciso, dopo 100 anni di attività, di chiudere. Dal 2 gennaio infatti l’elegante negozio, una vera istituzione del paese, ha avviato la svendita totale della merce, che proseguirà fino al 20 febbraio. L’ultimo atto di un viaggio, lungo un secolo, di un’attività sempre rimasta fedelmente legata al centro storico della frazione e alla comunità, ma che ha deciso di non proseguire. Nessuna particolare crisi commerciale o problemi di altro tipo, il negozio vanta infatti una solida clientela, ma c’è la voglia di godersi un meritato riposo dopo tanti anni di intenso lavoro.

Dina Calzature, svendita totale per la chiusura

Andiamo in pensione – dice il titolare Alessandro Ravagni che gestisce il negozio in prima persona da 25 anni, insieme alla moglie Tatiana Roggi, avvocato e figlia di Dina Bernardini, la fondatrice dell’attività, da cui ha preso il nome. – Non avevamo particolari difficoltà, il lavoro c’era e la clientela pure. Ma abbiamo deciso di fare una scelta serena, per poterci finalmente riposare un po’ e goderci più tempo libero, dopo tanti anni era diventato faticoso stare sempre sul pezzo”.

I titolari, Alessandro Ravagni e Tatiana Roggi

“Per i nostri clienti ci dispiace davvero molto – ammette Ravagni – e sappiamo che la clientela è molto dispiaciuta per la scelta che abbiamo fatto. Poi certo rispetto agli anni scorsi il mondo del commercio è cambiato.” E qui si entra in un argomento sempre molto spinoso per i negozianti: “L’online ci ammazza – dichiara – purtroppo non fa più capire a chi compra se il prodotto è di valore o civetta”.

In questo negozio ci sono nata - racconta Tatiana Roggi, che ringrazia tutti i suoi clienti - la nostra è stata un’attività fiorente e molto conosciuta in Valdichiana, con clienti da Siena e Arezzo, soprattutto fino agli anni Novanta, prima dell’avvento dell’online, che però non ha inciso più di tanto, perché abbiamo sempre proposto prodotti non commerciali. Sono cresciuta nel negozio con i miei genitori scegliendo poi un’altra professione, ma dopo la loro morte ho ripreso l’attività portandola avanti con mio marito, per rispetto di quanto ci aveva dato. Il negozio però comporta un grande impegno fisico e mentale, dedizione ma soprattutto tempo tolto ai tuoi affetti, e così abbiamo fatto una scelta di opportunità”.

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