Valdichiana
Blitz dei carabinieri forestali, sequestrato un cantiere: 7 indagati
Un cantiere ritenuto abusivo è stato scoperto e sequestrato a Torrita di Siena: sette persone sono finite sotto indagine. Il blitz è stato operato, coordinato dalla Procura senese, dai militari dei nuclei carabinieri forestale di Chiusi, Montepulciano, Rapolano Terme e Siena con il coordinamento del NIPAAF, tutti dipendenti dal gruppo carabinieri forestale di Siena.
Sono stati messi i sigilli a un complesso immobiliare in corso di realizzazione su ordine del gip Giudice, e si indaga nei confronti di sette persone, fanno sapere gli inquirenti, che si ipotizzano abbiano "realizzato un'attività edificatoria continuativa nel tempo in zona vincolata idrogeologicamente nonché soggetta a vincolo sismico in totale difformità e, in parte, in completa assenza del titolo abilitativo, comportando concretamente una non controllata trasformazione del territorio, con simmetrico aggravio del carico urbanistico” e per aver realizzato un intervento edilizio "in assenza del preventivo deposito previsto per le aree sottoposte a vincolo sismico e in assenza di progetto esecutivo redatto da tecnico abilitato". L’operazione, si spiega, ha preso avvio da una attività investigativa portata avanti, a partire dal mese di settembre 2024, dal nucleo carabinieri forestale di Montepulciano, all’esito di una ispezione eseguita dagli stessi militari presso un cantiere edile in corso di esecuzione, nel corso del quale venivano rilevate "evidenti difformità ai progetti depositati e autorizzati".
L’attività investigativa successiva, eseguita sotto la direzione dei magistrati senesi, ha consentito di raccogliere un quadro indiziario (attraverso rilievi tecnici, dichiarazioni testimoniali, acquisizione di documenti, servizi di osservazione) nei confronti degli indagati. In sintesi venivano accertate "volumetrie in eccesso, aumento delle superfici e modifiche sostanziali delle sagome, che hanno deviato l’intervento al di fuori del consentito, ponendosi in conflitto con le norme di settore e comportando, in sostanza, una nuova costruzione”. Sono stati altresì ipotizzati, a carico solo di alcuni degli indagati, i reati di omessa denuncia dei lavori e di falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.
In base agli elementi di prova raccolti, il pm ha richiesto l’adozione di misura cautelare reale idonea applicata dal giudice per le indagini preliminari che ha, così disposto il sequestro preventivo impeditivo in quanto "ritenuto sussistente un concreto e attuale pericolo che la libera disponibilità dell’area possa aggravare le conseguenze del reato, permettendo agli indagati di portare a termine l’abusiva edificazione nonché di reiterare la condotta criminosa, causando ulteriori pregiudizi".
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