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L'iniziativa

A Chiusi rinasce il commercio: nuovi negozi aperti con il progetto Pop Up

Una leva concreta di rilancio urbano: nove attività hanno visto la luce in centro storico

Redazione Web

16 Aprile 2026, 16:41

A Chiusi rinasce il commercio: nuovi negozi aperti con il progetto Pop Up

A Chiusi il commercio riprende quota grazie a Pop Up

Da iniziativa sperimentale a leva concreta di rilancio urbano. Il progetto Pop Up Città di Chiusi, avviato lo scorso anno per riaprire spazi sfitti e restituire vitalità al centro storico, si è trasformato in qualcosa di più di un’occupazione temporanea di fondi inutilizzati: un percorso capace di rimettere in moto funzioni, relazioni, creatività e opportunità economiche nel cuore della città.

Rigenerazione sociale e commerciale

L’obiettivo, fin dall’inizio, è stato chiaro: trasformare la presenza di locali chiusi in un’occasione di rigenerazione commerciale, sociale e di comunità. Il progetto ha coinvolto il centro storico, in particolare l’area di via Porsenna, via Baldetti e le strade limitrofe, accompagnando la riapertura dei fondi con iniziative, eventi e momenti di animazione che hanno riportato persone e attenzione in una parte preziosa della città.

Le parole della vicesindaca

“Pop Up ha rappresentato per Chiusi molto più di un progetto di riapertura temporanea dei fondi sfitti - dichiara la vicesindaca Valentina Frullini. - È stato uno strumento per rimettere in circolo idee, relazioni e occasioni concrete, restituendo centralità al nostro centro storico e dimostrando che anche da spazi chiusi possono nascere nuove opportunità per la comunità”.

I numeri

I numeri raccontano bene il valore dell’esperienza. La prima edizione ha portato alla riapertura temporanea di 14 fondi sfitti e, dato ancora più significativo, 9 attività sono proseguite stabilmente oltre la fase sperimentale. È questo il risultato più importante: non solo una riaccensione momentanea del centro storico, ma la capacità di generare continuità e nuove possibilità di insediamento per attività commerciali, artigianali, culturali e creative.

Pop Up ha infatti offerto, anche grazie alla disponibilità dei proprietari, a chi aveva un’idea la possibilità di testarla in uno spazio reale, con costi di accesso ridotti e minori rischi rispetto a un’apertura tradizionale. Allo stesso tempo ha contribuito a restituire centralità al centro storico, non solo come luogo da visitare, ma come spazio da vivere, attraversare e abitare di nuovo.

“Il dato delle attività che hanno scelto di proseguire anche oltre la fase sperimentale è forse il segnale più importante - sottolinea Frullini, - perché ci dice che questo progetto non ha prodotto solo animazione temporanea, ma ha saputo creare condizioni favorevoli per nuove presenze stabili, nuove economie e nuove prospettive di sviluppo, favorendo anche nuove aperture al di fuori del percorso Pop Up”.

Il riconoscimento della Regione

L’esperienza di Chiusi ha ottenuto un significativo riconoscimento anche sul piano regionale: il progetto è stato preso a riferimento dalla Regione Toscana nell’ambito di un bando per la rigenerazione commerciale, attraverso il quale il Comune di Chiusi ha successivamente ottenuto un contributo di 42 mila euro. Un segnale importante, che conferma il valore del progetto come buona pratica capace di contrastare desertificazione commerciale e perdita di funzioni nei centri urbani.

Un passo in più

La sfida del 2026 sarà proprio questa: trasformare una buona intuizione in una traiettoria di medio periodo. I risultati della prima edizione dimostrano che la rigenerazione urbana può produrre effetti concreti quando mette insieme amministrazione pubblica, comunità locale e capacità di iniziativa. Ora Flexy Pop Up prova a fare un passo in più: non solo riaprire spazi, ma rendere sempre più credibile l’idea che dal riuso temporaneo possano nascere nuove economie, nuove relazioni e nuove forme di attrattività per il centro storico di Chiusi.

“Con Flexy Pop Up vogliamo rafforzare e ampliare questo percorso - conclude la vicesindaca, - offrendo una formula ancora più flessibile e accessibile, capace di intercettare nuove energie e nuovi progetti. L’obiettivo è consolidare quanto avviato e continuare a costruire un centro storico vivo, attrattivo e capace di generare opportunità”.

Le prospettive sono chiare: favorire nuove sperimentazioni, attrarre energie, creare collaborazioni e consolidare quanto già avviato. Dopo la prima esperienza, Chiusi prova ora a fare un passo ulteriore: non solo riaprire spazi, ma costruire le condizioni perché da questi spazi possano nascere nuove economie, nuove relazioni e una rinnovata attrattività per il centro storico.

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