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Sinalunga

Meocci il re delle truffe: condannato a quattro anni per falsi certificati medici

Avrebbe usato documentazione fittizia per rallentare i processi. I suoi legali annunciano appello

Francesca Baglioni

19 Aprile 2026, 06:00

martelletto e falsi certificati medici

Quattro anni di reclusione: è questa la nuova condanna per Roberto Meocci, 58 anni, originario di Sinalunga e da tempo residente ad Arezzo, figura già nota alle cronache giudiziarie per una lunga serie di episodi di truffa e raggiri usando presunte conoscenze a Buckingham Palace, nel Milan, in una nota banca nazionale e via dicendo. La sentenza è arrivata in primo grado al tribunale di Arezzo al termine del procedimento sul filone dei falsi certificati medici. Secondo quanto ricostruito in aula, l’uomo avrebbe utilizzato documentazione sanitaria contraffatta per ottenere rinvii e rallentamenti nei procedimenti a suo carico, inducendo in errore anche strutture cliniche coinvolte come parti civili, tra cui l’Humanitas. Proprio l’istituto sanitario, costituitosi in giudizio, ha ottenuto una provvisionale di 15 mila euro per il danno subito, oltre a 6 mila euro di spese legali.

Le indagini erano state condotte dai carabinieri di Arezzo, che avevano individuato anomalie nei certificati prodotti nel corso dei procedimenti giudiziari. Per il giudice la documentazione risulterebbe falsificata, con conseguenze dirette sul regolare andamento della giustizia. La figura dell'uomo sinalunghese è da anni associata a una lunga sequenza di condanne per truffa e reati contro il patrimonio. Nel tempo avrebbe messo in piedi una serie di raggiri basati su identità fittizie, presentandosi in più occasioni come professionista o intermediario di alto livello, con modi eleganti e capacità di persuasione. Il suo nome compare in numerosi procedimenti che raccontano schemi ricorrenti: promesse di affari internazionali, investimenti inesistenti e opportunità commerciali mai realizzate. Tra i casi ricostruiti negli anni figurano contatti con imprenditori e commercianti, anche fuori regione, convinti da prospettive di forniture di lusso o accordi con grandi marchi.

Il cumulo delle pene a suo carico era arrivato in passato a oltre vent’anni di reclusione, poi ridotti grazie al riconoscimento della continuazione dei reati. Nel 2025 Meocci aveva lasciato il carcere per motivi di salute, successivamente confermati dai medici, e si trova oggi in regime di detenzione domiciliare. I suoi legali, Fabio Andreucci del foro di Siena e Francesco Cherubini del foro di Arezzo, hanno già annunciato ricorso in appello, in attesa delle motivazioni della sentenza. Intanto, la nuova condanna riporta il suo nome al centro delle cronache giudiziarie, in una vicenda che si intreccia da anni tra Toscana e oltre.

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