Economia
Antonio Troisi (Azienda Raspanti), a destra, è il cantiniere dell’anno del Vino Nobile di Montepulciano
È andata ad Antonio Troisi (Azienda Raspanti) la ventiduesima edizione del Premio Cantiniere dell’Anno, il riconoscimento promosso dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. La premiazione è avvenuta giovedì 7 maggio, nella tradizionale cena di apertura della Fiera dell’Agricoltura delle Tre Berte di Acquaviva (frazione di Montepulciano) giunta quest’anno alla 42ª edizione. «Valorizzare la figura del cantiniere, così come quella di tutte le maestranze che operano nel mondo del vino a Montepulciano, è fondamentale per preservare la nostra tradizione e garantire il futuro del settore» ha detto consegnando il premio Luca Tiberini, vicepresidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano: «ogni bottiglia racchiude infatti il lavoro, la passione e la competenza di persone che, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono con professionalità e dedizione alla nostra eccellenza e premiare il loro impegno significa anche stimolare il ricambio generazionale e l’occupazione del comparto».
Antonio Troisi, originario di Calvi (Bn), ha cominciato a lavorare nell’azienda agricola di famiglia che produceva principalmente tabacco, ma che aveva anche un piccolo vigneto e proprio da qui ha appreso i primi rudimenti di viticoltura, lavorandovi fino al raggiungimento della maggiore età. Dopo un lungo periodo dedicato all’edilizia, con una sua impresa familiare, il ritorno all’agricoltura nel 2003, trasferendosi con la famiglia in Toscana, dove nel settembre dello stesso anno inizia a lavorare nell’Azienda Raspanti. Qui ricopre varie mansioni e in particolar modo affianca Antonino Raspanti, il maggiore dei fratelli, nel lavoro di cantina, approfondendo e affinando quelle conoscenze in campo vitivinicolo con cui si era cimentato fin da ragazzo nell’azienda di famiglia e che oggi sono state suggellate dal riconoscimento assegnatogli dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.
L’occupazione del vino a Montepulciano tra tradizione e ricambio generazionale. Sono oltre 250 i viticoltori a Montepulciano e oltre mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali. Oltre il 45% delle cantine è condotto da un giovane (l’età media dei titolari di azienda è di 45 anni). Un dato ancora più significativo è che il 60% degli impiegati a tempo indeterminato nel vino sono sotto i 40 anni. Tra i ruoli maggiormente occupati dai giovani in cantina ci sono proprio quelli di enotecnico e cantiniere, ma anche enologo, mentre il 81% delle imprese vitivinicole di Montepulciano ha un impiegato nel marketing sotto i 40 anni.
L’albo d’oro dei vincitori. Il vincitore di quest’anno, Antonio Troisi (Azienda Raspanti), va ad aggiungersi all’albo d’oro del premio dove figurano (in ordine di premiazione a ritroso) Francesco Paolo Buonvino (Tenuta Gracciano della Seta), Daniela Nannotti (La Ciarliana), Andrea Goracci (Fattoria Svetoni), Andrea Della Lena (Icario), Paola Picchiotti (Bindella), Margherita Pellegrini (Fanetti), Moreno Barbetti (Fassati), Fabrizio Savino (Salcheto), Roberta Vannozzi (Boscarelli), i fratelli Carmine e Orazio Capoccia (Avignonesi), Stefano Rubechini (Fattoria di Palazzo Vecchio), Primo Marinelli (Casale Daviddi), Marco Papini (Vecchia Cantina), Urano Carpini (Tenuta Valdipiatta), Fabrizio Dottori (Fattoria del Cerro), Dino Magi (Cantina Fanetti), Daniele Giani (Vecchia Cantina), Bruna Casagrande (Cantina Gattavecchi), Giorgio Laurini (Fassati), Enzo Barbi (Fattoria della Talosa) fino ad arrivare al primo vincitore del Premio, Adamo Pallecchi, storico cantiniere della Cantina Contucci.
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