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Siena

Vittoria Doretti confermata dalla Regione responsabile del Codice Rosa

Il premio Mangia continuerà a occuparsi del percorso che rafforza l'accoglienza e la tutela delle vittime di violenza di genere

Marco Decandia

15 Gennaio 2026, 20:24

Vittoria Doretti

La Regione Toscana ha confermato la senese (e premio Mangia) Vittoria Doretti come responsabile regionale del Codice Rosa, uno dei modelli più avanzati in Italia per il contrasto alla violenza e la tutela delle persone più vulnerabili. Attivo nei pronto soccorso regionali, offre percorsi protetti a donne, bambini, anziani e a chi subisce discriminazioni o crimini d’odio. Nato nel 2010 come progetto pilota e diffuso dal 2014 in tutte le aziende sanitarie toscane, è diventato un punto di riferimento nazionale per l’accoglienza e la tutela delle vittime.

“La nostra è una scelta di continuità, competenza e responsabilità – dichiarano il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e l’assessore Monia Monni. – Il Codice Rosa è una delle esperienze più significative costruite in Toscana: mette al centro la persona, la protezione, la presa in carico integrata e il ruolo fondamentale del servizio sanitario pubblico". Il modello non tutela solo la sicurezza e l’ascolto delle vittime, ma consente anche di conservare le prove necessarie per l’eventuale percorso giudiziario. Ideato dalla stessa Doretti, ha trasformato i pronto soccorso in luoghi di accoglienza e ascolto, capaci di riconoscere e affrontare situazioni di violenza spesso sommerse, anche in assenza di denuncia formale.

“In un contesto in cui la violenza di genere, gli abusi su minori e le violenze sulle persone fragili restano purtroppo drammaticamente attuali – spiega Monni – il Codice Rosa dimostra come la sanità pubblica possa e debba essere un presidio di diritti, non solo di cure. La professionalità, il rigore e l’umanità con cui è stato costruito rappresentano un patrimonio che va consolidato e rafforzato”. La Regione continuerà a investire sulla formazione degli operatori, sull’integrazione tra sanità, servizi sociali, forze dell’ordine e centri antiviolenza, e sul rafforzamento di una rete capace di dare risposte concrete e tempestive.

“Riconfermare Vittoria Doretti significa ribadire una visione chiara – concludono Giani e Monni. – I diritti non si affermano solo con le leggi, ma rendendoli esigibili ogni giorno, dentro i servizi pubblici”.

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