Siena
Fabio Giomi sostenuto fuori dal tribunale di Siena
"Perché ho deciso di interrompere il rapporto di lavoro? La mancanza di solidarietà da parte dei miei colleghi mi ha fatto riflettere". Fabio Giomi ha commentato così la decisione presa di non rientrare a lavorare al supermercato Pam di Porta Siena dopo la sentenza del giudice del lavoro di Siena che ha giudicato il suo licenziamento, a seguito del test del carrello, come illegittimo e discriminatorio.
Giomi - assistito dalla Filcams Cgil nel corso della vertenza - era stato richiamato il 31 dicembre ma ha detto di no, scegliendo così di concerto col suo legale Andrea Stramaccia, l'indennità sostitutiva prevista dall'articolo 18, e riceverà così 15 mensilità che si aggiungono alle cinque che Pam dovrà riconoscergli per il licenziamento messo in atto.
Dietro la scelta, il timore di trovare un ambiente a lui ostile a seguito dell'enorme eco mediatica avuta dalla sua vicenda. “Ci sono stati dei momenti, dopo la sentenza, in cui ho dovuto riflettere sul futuro - ha detto a la Nazione - la mancanza di solidarietà da parte dei miei colleghi mi ha fatto riflettere, anche perché non so fino a che punto abbiano capito che quello che era stato portato avanti non era solo per me. Anche la mia famiglia mi ha sconsigliato di riprende il mio posto per evitare tensioni".
“Ho voluto difendere un principio di giustizia - ha proseguito - che questa pratica non potesse essere applicata successivamente anche ad altri...ho voluto arrivare fino in fondo per tutti i lavoratori”. Per Giomi adesso ci sarebbero nuove opportunità, sempre nel mondo della grande distribuzione: “Sono aperto a tutti i tipi di lavoro. Il supermercato mi trova facilmente disposto perché è il lavoro che ho fatto per tanti anni”.
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