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Siena

Uno storico edificio del centro storico ormai abbandonato può diventare uno studentato per stranieri

Trovato un acquirente dopo il naufragio della precedente trattativa: le ipotesi. Il complesso è immerso nel degrado

Claudio Coli

18 Gennaio 2026, 07:05

instituto santa teresa siena

Nuova possibilità per l'Istituto Santa Teresa

La svolta sembrava essere già arrivata nel 2022 con i francesi di Artea, poi un lungo silenzio e il degrado che ha continuato ad avanzare implacabile. Ora l’istituto Santa Teresa ha una nuova possibilità. È infatti in corso una trattativa avanzata tra la Fondazione Santa Teresa e un compratore intenzionato a rilevare l’immobile con l’obiettivo di rilanciarlo in chiave residenziale: potrebbe diventare uno studentato per stranieri. “È serio e affidabile” afferma l'avvocato Alessandro Pasquazi, consulente legale della Fondazione incaricato dal cda di seguire la trattativa.

Il dialogo tra le parti è positivo e si avvia a conclusione, ma al momento non filtrano dettagli specifici sulle cifre e nemmeno sull’identikit del nuovo acquirente, che al momento sappiamo essere “un noto imprenditore impegnato in altri importanti investimenti in Toscana”. Nel luglio 2022 era stata fatta dalla Curia una richiesta al Comune di variare la destinazione a turistico ricettivo, ma l’amministrazione non ha concluso l’iter per una precisa valutazione connessa all’esigenza di residenzialità della città, e al momento il piano operativo prevede per il complesso l’utilizzo come residenza speciale (per anziani o studentato). L’impresario, italiano, ha formulato un'offerta reputata dal cda “adeguata”, e che, ancora secondo l’avvocato Pasquazi, “ha trovato la piena adesione dei membri del Consiglio di amministrazione dell'ente compresi quelli dell'amministrazione comunale di Siena e della provincia di Siena”. Si attende dunque la fumata bianca dopo che è stato sottoscritto un preliminare di acquisto ed è stata versata la caparra.

“Aspetto non secondario – ancora l’avvocato – è che la compravendita non è sottoposta al verificarsi di alcuna delle condizioni analoghe a quelle che, di fatto, hanno paralizzato le trattative precedenti”. Il riferimento è al discorso intavolato con i francesi che avevano manifestato interesse, sottoscrivendo anche in quel caso un preliminare di vendita, per 2 milioni e 300 mila euro, con l’impegno a recuperare e ristrutturare l’edificio destinandolo al coworking, al settore turistico-ricettivo con una precisa destinazione direzionale e congressuale, compresa l’attività di somministrazione alimenti e di bevande. Ma l’affare non è poi andato in porto e tutto è rimasto in standby. A farne le spese la struttura, finita alla mercè del degrado.

Costruita tra il 1877 e il 1885 su progetto dell'architetto Giuseppe Partini, l’istituto è di grande importanza storica per la città, avendo ospitato spazi religiosi ed educativi. Vanta anche dei tesori artistici, al suo interno infatti c'è un oratorio arricchito dalle opere del pittore senese Gaetano Marinelli. Un contenitore finora vuoto – tra i tanti che Siena annovera - e che finalmente potrebbe riempirsi.

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