Siena
L'ingresso dell'istituto Sarrocchi
La preside dell’istituto Sarrocchi, Cecilia Martinelli, ha inviato un esposto alle autorità competenti relativamente a quanto è accaduto nell’istituto scolastico senese. È questa la notizia della giornata di ieri, che fa capire come il brutto episodio avvenuto potrebbe avere ulteriori e significativi strascichi. La cosiddetta “lista stupri” trovata sul muro di un bagno dell’istituto Sarrocchi, e che contiene i nominativi di 23 studentesse della scuola, potrebbe configurare lo stesso scenario che si è poi concretizzato nel caso del liceo Giulio Cesare di Roma, dove per la prima volta a fine novembre si è verificato un brutto episodio di questo tipo. La procura di Roma e quella per i minorenni hanno infatti in quel caso, dopo avere ricevuto una prima informativa dalla polizia, aperto un’inchiesta per istigazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale.
Spiega ora la preside del Sarrocchi, Cecilia Martinelli: “Ho compiuto i passi che dovevo fare. Ho informato le autorità competenti relativamente a quanto è accaduto. Credo che in questa vicenda la scuola, così come tutta la nostra comunità cittadina, sia la parte lesa. Il torto lo abbiamo subìto tutti. Non so se verrà aperta un’inchiesta, come avvenuto a Roma, non sta a me dirlo. Io ho fatto ciò che rientrava nel mio ruolo, ora saranno le autorità competenti a valutare il da farsi”. La dirigente scolastica non vuole chiudere qui la vicenda: “Lavoreremo per individuare i responsabili di questo episodio - dice Martinelli. - Sono arrabbiata e amareggiata per quanto avvenuto. Il fatto che uno studente possa pensare che un fatto come questo possa essere ritenuto ‘divertente’ mi spinge come educatrice a fare ancora di più rispetto a quanto fatto fino a oggi per educare gli studenti e per sensibilizzare sul tema. Le parole, come si sa, possono essere violentissime. Voglio però sottolineare che la nostra scuola è un luogo sicuro. Abbiamo quasi 1600 studenti, e anche loro vengono penalizzati da questo grave gesto compiuto da uno o due ragazzi. Voglio inoltre ringraziare tutti i rappresentanti delle istituzioni che hanno espresso solidarietà per quanto è accaduto”.
Perché nella giornata di ieri i messaggi di solidarietà si sono susseguiti. Dalla Regione Toscana, con le parole di Cristina Manetti e di Alessandra Nardini, al sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, alla presidente della Provincia, Agnese Carletti e alla segretaria generale della Cgil di Siena, Alice D’Ercole. “Si tratta di un gesto gravissimo e offensivo – sono le parole del sindaco di Siena, Nicoletta Fabio – per il quale voglio prima di tutto esprimere piena solidarietà alle studentesse coinvolte e alle loro famiglie. Ringrazio la preside per aver avviato fin da subito la ricerca dei responsabili, non voltarsi dall’altra parte assume in questi casi la massima priorità. Nessuna parola, nessuno ‘scherzo’ che utilizzi termini legati alla violenza sessuale può essere tollerato o minimizzato. Un’azione vigliacca e vergognosa fatta da pochi che certamente non rappresenta i valori di un’intera città”.
“È un atto di violenza inaccettabile, vigliacco e profondamente sessista – ha commentato la presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti. – È un’aggressione alla dignità delle ragazze, alla loro libertà di vivere la scuola come luogo di crescita, studio e relazioni sane”. E l’assessora regionale a cultura e pari opportunità, Cristina Manetti: “Un fatto da condannare con fermezza. Non può e non deve essere derubricato a una bravata: è un gesto che colpisce direttamente le ragazze e alimenta una cultura di violenza e sopraffazione. Non possiamo far finta di niente”.
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