Siena
Il tribunale di Siena
Maltrattamenti e lesioni personali aggravate a carico della ex, scaraventata perfino fuori dall’auto e costretta a intrattenere rapporti sessuali con terze persone. La Procura di Siena ha chiesto una condanna a 5 anni e 7 mesi per un 45enne senese, che stando alle accuse formulate nei suoi confronti, avrebbe reso un inferno la vita dell’ex compagna, tra sopraffazioni, violenze, minacce e offese. Una vicenda spinosa e delicata, giunta all’ultima curva processuale, ieri infatti davanti al collegio presieduto dal giudice Fabio Frangini, si è tenuta una articolata discussione tra le parti, dopo che nei mesi scorsi si era esaurita l’istruttoria dibattimentale.
A prendere la parola è stata per prima la pm Silvia Benetti, titolare dell’indagine, la quale dopo aver ripercorso la dolorosa storia al centro del processo, e le prove raccolte in fase di indagine, ha fatto le sue richieste di condanna, avanzando una istanza di pena da 5 anni e 7 mesi. Di contro ha discusso la difesa dell’imputato - rappresentata dallo studio legale Gasperini di Roma - che ha negato ogni addebito esprimendo inoltre dubbi sulla credibilità dei racconti della parte offesa. Ascoltate le varie parti, il giudice ha rinviato a inizio marzo per le repliche, che saranno fatte sia dal pubblico ministero, che dal difensore della parte civile, Massimo Rossi. Poi il collegio si ritirerà in camera di consiglio per formulare il suo verdetto.
Secondo quanto emerso infatti in sede di indagine, sono numerosi gli episodi contestati al 45enne fra botte, violenze psicologiche, calci e umiliazioni, avvenute, secondo l’ipotesi accusatoria, dal gennaio 2023 al giugno 2023. Secondo l’accusa ci sarebbe stata anche la costrizione da parte dell’imputato, nei confronti dell’ex compagna ad intrattenere controvoglia rapporti sessuali sia con lui stesso che con terzi conosciuti su internet, sotto l’effetto di stupefacenti e in presenza del marito. Uno degli episodi fulcro delle accuse riguarda il maggio 2023, quando la vittima sarebbe stata scaraventata fuori dall’abitacolo dell’auto, al culmine di un litigio per futili motivi, e abbandonata in mezzo alla strada in una zona isolata. Rimasta ferita, fu poi soccorsa dai carabinieri. Un frangente contestato dalla difesa dell'imputato che sostiene di aver cercato di farla risalire nel mezzo.
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