L'inchiesta
Chiara Poggi
Quasi vent'anni dopo l'omicidio di Chiara Poggi, assassinata il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, la Procura di Pavia accelera le indagini con audizioni riservate che stringono il cerchio su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Negli ultimi giorni, come riporta Libero.it, almeno cinque ex compagni di scuola di Sempio sono stati convocati come persone informate sui fatti, in un passaggio investigativo cruciale per ricostruire le frequentazioni del sospettato all'epoca dei fatti.

Andrea Sempio
Il video misterioso al centro delle verifiche
Al cuore delle nuove attività c'è un filmato del 2007 girato in un edificio scolastico, ritraente Sempio e scaricato sul computer di Chiara Poggi nel luglio di quell'anno. Secondo consulenze tecniche, la vittima lo avrebbe visionato il 10 agosto, appena tre giorni prima della morte, dettaglio che i pm considerano rilevante per collegare i due. Le domande ai testimoni si concentrano sul contesto relazionale di Sempio – comitive, ambienti frequentati, relazioni sociali – senza toccare direttamente la riproduzione del video, come precisato dalla difesa che non ha riscontri forensi diretti sui dispositivi.

Alberto Stasi
Dubbi sul DNA dalle unghie: limiti scientifici emersi
Parallelamente, l'incidente probatorio concluso il 18 dicembre 2025 ha messo in luce forti criticità sulle tracce genetiche maschili trovate sotto le unghie di Chiara. La genetista Denise Albani, consulente del giudice Daniela Garlaschelli, ha sottolineato: «di affidabile e certo non c'è nulla»: i profili sono parziali, misti e non univoci, con il cromosoma Y incapace di identificare un singolo individuo e nessuna possibilità di datare il deposito biologico. Critiche anche alla perizia originaria di De Stefano per mancanza di quantificazione del DNA e potenziali degradazioni nelle analisi.

La genetista Denise Albani
Di tenore opposto la difesa di Stasi: il professor Ugo Ricci insiste che il DNA sia riconducibile alla linea maschile di Sempio e comparabile già nel 2014, come suggerito da un perito dimenticato negli atti del processo bis. Il PM, nell'udienza conclusiva, chiede ad Albani se "è cambiato qualcosa sulla sostanza di questo DNA oggi rispetto al 2014". La risposta è un macigno: "Non è cambiato nulla". Implicazione bruciante: la lettura odierna, che scagiona Stasi, era possibile allora, quando Sempio non era ancora nel mirino – un se e un ma che potrebbe riscrivere retroattivamente gli errori del passato.
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