Siena
Il presidente Gianluca Vinci non ha voluto rivelare l’identità di chi oggi (27 gennaio 2026) sarà di scena davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi. L’unica certezza, sempre secondo quanto dichiarato dal deputato di Fratelli d’Italia, è che si tratta di una persona collegata direttamente a quanto accaduto la sera del6 marzo 2013 nell’ufficio dell’ex responsabile della comunicazione di Mps.
Un’audizione che va nella direzione intrapresa dalla commissione. In base alle perizie acquisite nel tempo, la commissione è sicura che Rossi sia stato picchiato prima di precipitare in vicolo Monte Pio. Convinzione che prende spunto dall’incompatibilità (messa in evidenza dai consulenti) tra le ferite riscontrate sul corpo del manager e l’impatto al suolo. Aspetto per altro sottolineato anche nella relazione dei reparti speciali dei carabinieri richiesta dalla precedente commissione d’inchiesta. In quel caso la tesi di fondo è che la morte fosse sopraggiunta per gesto volontario, ma anche in quel caso non era stato possibile spiegare l’origine di tutte le ferite. La persona che sarà ascoltata questa mattina invece non ha alcuna connessione con il filone seguito di recente dai commissari. Legato alle sponsorizzazioni che dal Monte erano dirette in particolar modo alle società sportive. Il presidente Vinci si è detto convinto che nella tragedia di Rossi ci siano molte implicazioni collegate a questo ambito. Ed eventuali rivelazioni da parte sua alle autorità inquirenti, avrebbero potuto aprire altri fronti.
Tuttavia, a prescindere da quello che succederà oggi, resta calda anche la pista che porta a Viadana: quella che segue l’ultimo numero digitato sul telefono di Rossi la sera della sua morte e che conduce a un certificato di deposito custodito in una filiale del centro nel Mantovano. Strada che in qualche modo è connessa alle minacce che ha ricevuto negli ultimi mesi il capo della segreteria della commissione, Catia Silva. È stata lei stessa a raccontare i fatti in tv e l’esplicita richiesta di smettere di indagare su quanto avvenuto a Rossi. Sulle intimidazioni, e su un uomo che si aggirava attorno a casa sua a Brescello e che le ha suonato il campanello, indaga la procura di Reggio Emilia, oltre ai consulenti dello stesso organismo parlamentare.
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