Siena
Marco Brogi, segretario Fisascat Cisl
"Confidiamo ci sia quanto prima un via libera per far riaprire il cantiere: Esselunga non vede l’ora di poter completare i lavori nella struttura". Fiducia e speranza nelle parole di Marco Brogi, segretario Fisascat Cisl Siena, che commenta l’annosa questione legata al sequestro, ormai datato settembre 2024, dello stabile da 2.500 metri quadrati che avrebbe dovuto ospitare l’atteso supermercato e anche delle sale cinematografiche, in strada Massetana Romana. Una vicenda rumorosa e dolorosa per la città, vista l’importanza che aveva assunto lo sbarco – dopo varie vicissitudini - dell’azienda della grande distribuzione. Una novità che avrebbe dovuto portare vivacità al tessuto economico locale, nuovi posti di lavoro e possibilità in un contesto commerciale bisognoso di freschezza e rinnovati input. Ma a bloccare tutto al momento, come noto, c’è l'inchiesta penale avviata dalla Procura di Siena, che ipotizza per otto soggetti accuse a vario titolo di abuso edilizio in zona vincolata, reato paesaggistico, false attestazioni e falso ideologico in atto pubblico. Una vicenda ancora tutta da chiarire in sede giudiziaria.

Il cantiere Esselunga sotto sequestro
"Nelle ultime riunioni che abbiamo fatto a livello nazionale – sottolinea Brogi – Esselunga non ha più parlato di Siena, ma confidiamo che quanto prima ci sia un via libera per completare i lavori, mancava davvero poco all’apertura". C’è un fondato rischio che l’azienda possa abbandonare i suoi progetti? "Pensiamo di no – prosegue il segretario di Fisascat Cisl – sono stati fatti ingenti investimenti, lo stop al tempo è stata un'autentica doccia fredda per l’azienda". Il colosso italiano infatti ha acquistato l’area con un legittimo permesso di costruire nel 2022, "nella piena liceità confermata anche da sentenze amministrative definitive" ha ricordato nell’immediatezza del sequestro. Il timore diffuso in particolare è che l’edificio, allo stato attuale incompleto, col tempo possa aggiungersi alla collezione dei tanti "contenitori" vuoti e abbandonati che annovera il territorio. "Sarebbe una follia rinunciare – ancora Brogi - pensiamo che Esselunga non aspetti altro che di poter riprendere il discorso interrotto".
C’è poi la questione dei lavoratori. Come noto, in vista dell’apertura del supermercato, Esselunga aveva effettuato un centinaio di assunzioni, 85-90 delle quali nell’ambito del grande magazzino e 10-15 nel Bar Atlantic. Una parte dei lavoratori sono stati stabilizzati e assegnati ad altre sedi (Arezzo e Firenze) dove avevano fatto formazione in attesa di poter trasferirsi su Siena, mentre un’altra parte – vista l’incertezza e i tempi della giustizia sul caso – ha deciso di prendere strade diverse. C’è chi si è licenziato, chi ha invece aspettato la scadenza naturale del contratto determinato, trovando comunque nuove collocazioni lavorative.
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