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Siena

Camera Penale di Siena e Montepulciano, rinnovate le cariche: l'avvocata Michela Rossi confermata presidente

Molte conferme e alcune novità. Sul referendum: "Dibattito ha assunto toni politici che non ci appartengono, autonomia potere giudiziario non è a rischio"

Caterina Iannaci

29 Gennaio 2026, 16:35

Camera Penale di Siena e Montepulciano

Il consiglio direttivo della Camera Penale di Siena e Montepulciano

La Camera Penale di Siena e Montepulciano ha rinnovato il suo Consiglio direttivo. È stata confermata presidente l'avvocata Michela Rossi, già presidente nello scorso mandato, conferme anche per il vice presidente, l'avvocato Stefano Cipriani, del tesoriere, l'avvocato Giulio Pisillo, mentre invece è stata eletta come segreteria l’avvocata Sara Fè, che prende il posto dell’avvocato Alfredo Fiorindi, uscente dal Consiglio direttivo. Sono stati eletti poi i consiglieri gli avvocati Lorenzo De Martino, Federica Goti, Rossana Giulianelli, Silvia Rossi Valenti e Luca Perinti.

La presidente Michela Rossi ringrazia i consiglieri uscenti per il loro lavoro svolto in questi due anni, consiglieri che comunque sono sempre coinvolti nelle iniziative e negli osservatori della nostra Camera Penale. E accoglie così i nuovi eletti. “In questo momento abbiamo bisogno di tutto il Consiglio e di tutti i nostri iscritti. Il Referendum sta assorbendo le nostre forze, ma non si devono perdere di vista tutte le altre problematiche, anche locali, che riguardano il processo penale, a partire dal processo penale telematico e le sue criticità che richiedono un’attenzione e un intervento continuo. Ma ne potrei menzionare tantissime altre ancora, sempre attenzionate dalla nostra associazione”.

La Camera Penale di Siena e Montepulciano è chiamata ad intervenire a numerosi confronti o dibattiti locali al fine di meglio specificare le ragioni del Sì al Referendum sulla giustizia. “Dispiace assistere ad una marginalizzazione del merito della riforma e che il dibattito abbia assunto toni politici che non ci appartengono. La nostra associazione è da sempre stata trasversale e da sempre ha promosso il dibattito e la necessità di una riforma dell’ordinamento giudiziario che realizzi finalmente il giusto processo. Vi è rammarico quando leggiamo che si continui ancora a confondere la separazione delle funzioni dalla separazione delle carriere, trattandosi di temi completamente diversi, il primo riguardante le funzioni dei magistrati, requirenti e giudicanti, l’altro riguardante l’organizzazione di tutta la magistratura e il suo ordinamento”.

“Si continua a fare confusione parlando alla pancia della cittadinanza, riportando esempi o similitudini lontani dalla riforma e dallo spirito della riforma. Non è accettabile leggere da alcuni “cultori” della materia che con il al referendum si finirà per sottomettere la Magistratura al potere politico, annientando e smantellando il principio della divisione e autonomia dei tre poteri sui quali si basa la nostra Costituzione. Ribadiamo che l’art. 104 della Costituzione continua a garantire l’autonomia e l’indipendenza di tutto il potere giudiziario e le modifiche apportate al CSM, mantenendo le attuali percentuali di composizione tra magistrati e laici, non possono in alcun modo mettere in pericolo l’autonomia della magistratura. Tra l’altro non viene assolutamente modificato l’art. 69 dell’Ordinamento Giudiziario che regola i rapporti fra il Ministro della Giustizia e Pubblico Ministero, che rimane invariato, ribadendo il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale”. Tutti temi che l'associazione è disponibile ad affrontare e ad approfondire nei numerosi dibattiti e incontri programmati nel territorio.

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