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Siena

L'orgoglio del dg Barretta: “Scotte al top: è tra i migliori ospedali d'Italia”

Il punto su lavori, clima interno e criticità

Gennaro Groppa

31 Gennaio 2026, 05:18

 Antonio Barretta

Il dg delle Scotte Antonio Barretta

L’ospedale delle Scotte è in questo momento un grande cantiere: proseguono i lavori per realizzare il lotto volano, il policlinico si ammoderna e si amplia. L’Aou senese ha acquistato un nuovo terreno adiacente all’ospedale. Al tempo stesso vanno avanti vanno avanti le polemiche per gli ascensori che non funzionano come dovrebbero e quelle sulle assunzioni universitarie. Il tutto mentre non si placano le voci relative a un possibile prossimo trasferimento del professor Antonio Barretta, direttore generale dell’Aou senese, in Regione. Le sue giornate scorrono veloci, tra progetti da portare avanti, obiettivi da realizzare e problematiche da affrontare.

- Professor Barretta, a quale punto sono arrivati i lavori per il lotto volano e gli interventi di ristrutturazione dell’ospedale delle Scotte?

"I lavori del lotto volano procedono in base ai tempi programmati e sia il nostro Dipartimento tecnico che la ditta costruttrice Ecf stanno facendo un grande lavoro. Sono fiero dei miei colleghi e riconoscente all’Ad di Ecf Spa, dottor Gaetano Ciotola, per l’attenzione, anche personale, che pone sul nostro intervento".

- A cosa serviranno e come verranno utilizzati i terreni adiacenti al policlinico che sono stati acquistati?

"Ci sono alcune ipotesi coerenti con il nostro masterplan, tuttavia, è giusto che l’Aou Senese si confronti prima con l’amministrazione comunale. A breve incontrerò il vicesindaco Capitani per discuterne insieme. Posso solo anticipare che la zona limitrofa alle cappelle del commiato merita un’area di parcheggio idonea e rispettosa di chi porge l’ultimo saluto a un suo caro".

- Si è acceso il dibattito sulle assunzioni universitarie sostenute dall’Aou senese: qual è il suo pensiero al riguardo?

"Siamo un’azienda ospedaliero-universitaria che può raggiungere i suoi obiettivi istituzionali - che è bene ricordare sono assistenza sanitaria di alta specialità, formazione dei professionisti sanitari del futuro e ricerca scientifica di qualità per offrire ai nostri pazienti le migliori cure possibili - solo promuovendo la collaborazione fra ospedalieri e universitari con noi convenzionati. Le contrapposizioni vanno superate e chi le attizza non fa il bene della sanità pubblica. Ribadito ciò, senza il sostegno dell’Aou Senese al reclutamento di una parte dei docenti universitari avremmo 19 Scuole di Specializzazione in meno, 580 specializzandi in meno e non saremmo in procinto di attivare altre 5 Scuole per noi fondamentali fra cui, per esempio, la cardiochirurgia e la neurochirurgia. Tutto ciò nel rispetto delle norme, dei nostri vincoli di spesa e in coerenza con i costi per la componente universitaria degli ultimi 10 anni. Penso anche alla ricaduta economica sulla città: si può realmente essere convinti, fino in fondo, che tutto ciò sia inopportuno?".

- Come sta procedendo il lavoro per la riduzione delle liste di attesa?

"I tempi di attesa sono monitorati quotidianamente e adottiamo misure correttive in tempo reale. Le nostre energie però non sono illimitate e abbiamo pressoché raggiunto, grazie al contributo di tutti i nostri professionisti, il livello massimo della nostra produttività. Ma la domanda è destinata ancora a crescere se non governata. Colgo l’occasione per ringraziare, in particolare, le colleghe e i colleghi della “Gestione Operativa dei servizi ospedalieri”, la struttura che lavora “alla regia” dei tempi dell’attività ambulatoriale, di diagnostica e chirurgica: Carlotta, Chiara, Claudia, Letizia, Luca, Lucia, Paola e Vincenzo. Ora bisogna spingere l’acceleratore sull’appropriatezza prescrittiva e per farlo, fra l’altro, stiamo cercando di migliorare la convenzione in essere con l’Ausl Toscana sud-est. Un centro di alta specialità come il nostro deve porsi un limite, ovviamente concordato con la Regione Toscana, al suo contributo alle prestazioni di base, pena non poter concentrarsi sulla sua principale mission: l’alta specialità".

- È soddisfatto dai risultati ottenuti nelle classifiche che misurano la qualità del policlinico?

"Lei sarebbe fiero di dirigere un’azienda ospedaliero-universitaria che secondo le classifiche Agenas è, negli ultimi anni, stabilmente fra le migliori prime 10 aziende ospedaliere d’Italia per qualità delle cure? In merito alle altre classifiche, anche quelle che usciranno a breve, o chi le stila chiarisce e rende pubblici i criteri di valutazione o non dovrebbero essere considerate autorevoli e riempire pagine di giornali".

- A lungo l’opinione pubblica ha dibattuto del “clima interno” nell’ospedale: oggi cosa vuole dire al riguardo?

"Dico che siamo l’unica realtà nel panorama italiano con un piano dedicato al benessere organizzativo strutturato, consultabile sul nostro sito internet nell’area dedicata agli atti di governo aziendale che sta ispirando altre aziende sanitarie. Dico che è un piano aperto ai contributi costruttivi e migliorativi di tutte e tutti. Dico che con la polemica, senza proposte concrete, non si costruisce un futuro migliore né si lavora a legittimare un’istituzione che vivendo di fiducia dei pazienti e del volontariato cerca di fare del suo meglio per alimentarla con azioni concrete e quotidiane. Però poiché tutto è migliorabile ben vengano le critiche, che auspico solo siano costruttive".

- Cittadini sono tornati a parlare dei guasti negli ascensori dell’ospedale: gli impianti potranno in futuro essere ammodernati o sostituiti?

"Negli ultimi 18 mesi sono stati effettuati oltre 1.600 interventi di riparazione, con una media di circa 4 interventi al giorno, a dimostrazione di un presidio tecnico costante e continuativo. Sono stati stanziati oltre 2,5 milioni di euro, che hanno attivato e stanno per attivare lavori su 29 ascensori, per interventi di manutenzione straordinaria il cui termine è previsto per la fine di giugno prossimo".

- Anni fa si temeva un ridimensionamento di un ospedale che invece oggi è luogo di rilevanti interventi di ampliamento e di ristrutturazione: lei come immagina il policlinico delle Scotte tra dieci anni?

"Lo immagino più accogliente per i pazienti, al passo con le innovazioni tecnologiche più recenti, sempre più attrattivo per i giovani, sempre più collaborativo con altre aziende sanitarie, altre istituzioni e il volontariato, più rispettoso dell’ambiente e sempre più proiettato in una dimensione di partnership internazionali. Lo immagino anche un luogo dove sempre più le differenti componenti aziendali dirigenza-comparto, ospedalieri-universitari e amministrativi-sanitari lavorano, fianco a fianco, come fa una squadra vincente. Però, a pensarci bene, molto di quello che auguro al nostro ospedale per il futuro è già evoluzione in corso".

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