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Una foto d'epoca di Nicholas Winton
Nicholas Winton, nato Nicholas Wertheim il 19 maggio 1909 a Londra da genitori ebrei di origine tedesca, era un broker della Borsa valori quando decise di agire contro l'orrore nazista, diventando protagonista di una operazione che è in seguito diventata nota come Kindertransport (termine tedesco che significa "trasporto di bambini") e che gli ha fatto guadagnare dalla stampa inglese il soprannome di "Schindler britannico".

Una foto d'epoca di Winton
Nel dicembre 1938, invece di una vacanza sugli sci, un amico lo convinse a visitare Praga, allora minacciata dall'occupazione tedesca dei Sudeti: lì vide campi profughi affollati di ebrei in fuga, bambini affamati nel gelo invernale. Decise di non voltare le spalle. La sua incredibile storia è raccontata nel film One Life (2023), con Anthony Hopkins ad interpretarlo, in onda questa sera alle 21.30 su Rai1.
L'inizio a Praga
Da una stanza d'albergo, con Doreen Warriner e Trevor Chadwick del British Committee for Refugees from Czechoslovakia, Winton compilò liste di bambini vulnerabili, per lo più ebrei, falsificando timbri e documenti per aggirare la burocrazia britannica. Londra esigeva famiglie foster pronte e una garanzia di 50 sterline (equivalenti a migliaia di euro oggi) per ogni minore, più permessi speciali dopo la Notte dei Cristalli. Tornato in Inghilterra, piazzò annunci sui giornali per reclutare osti e famiglie, lavorando di giorno in Borsa e di sera alla causa.

Nicholas Winton (1909-2015)
Gli otto treni della vita
Tra marzo e agosto 1939 partirono otto convogli: il primo il 14 marzo, giorno prima dell'occupazione tedesca della Boemia-Moravia, con aerei e treni attraverso la Germania nazista verso Harwich o Liverpool Street. I bambini, con un trolley, un sacchetto di cibo e un'etichetta col nome, arrivarono tra lacrime e abbracci – 669 in totale, tra cui il più giovane di 17 mesi. Il nono treno, con 250 piccoli attesi il 3 settembre 1939, fu fermato dall'inizio della guerra: di loro, solo due sopravvissero ai campi di sterminio.
Il silenzio della guerra e oltre
Durante il conflitto, Winton servì nella Royal Air Force come ufficiale aeronautico, poi sposò Grete Gjelstrup nel 1948, ebbe tre figli e continuò una vita normale come bancario, senza mai vantarsi dell'impresa. "Penso ai bambini che dovevano venire e non sono venuti", ripeteva, minimizzando: "Ero al posto giusto nel momento giusto". Sua moglie scoprì tutto nel 1988, rinvenendo in soffitta un album con foto, lettere strazianti dei genitori e dati dei salvati.

Anthony Hopkins nei panni di Nicholas Winton in One Life
La rivelazione pubblica
Nel 1988, al programma BBC That's Life!, la giornalista Esther Rantzen lo sorprese in studio circondato dai "suoi" bambini adulti – oggi oltre 6.000 discendenti vivono grazie a lui. Ricevette l'Ordine dell'Impero Britannico (1993), fu nominato cavaliere (2002) e insignito della più alta onorificenza ceca. Morì il 1º luglio 2015, a 106 anni, rifiutando sempre il titolo di eroe: "Non ero in pericolo, organizzavo da Hampstead". La sua storia ispirò il film One Life (2023).
L'omaggio
Nel 2009 un treno speciale partì dalla stazione di Praga con a bordo 22 delle 669 persone salvate, insieme ai loro figli e nipoti. Il convoglio percorse la stessa strada di 70 anni prima, arrivando dopo un lungo viaggio alla stazione di Liverpool Street, dove lo stava aspettando Winton, ormai centenario.
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