Commercio
La movida in Piazza del Campo
Convivenza tra legittimo riposo dei residenti e diritto a divertirsi, tutela del centro storico e freno alle aperture di negozi stranieri, l’atavica emergenza delle chiusure commerciali e dei relativi fondi che rimangono sfitti e degradati.
Il momento del commercio a Siena è particolarmente complesso - comunemente a gran parte delle città italiane – ma le categorie sono al lavoro con l’amministrazione comunale per trovare soluzioni ragionate e accettabili per risolvere i problemi e creare nuove opportunità in una città che ha bisogno di slancio. Anche perché il trend della crisi non conosce rallentamenti ed infatti il prossimo fronte “chiusure” riguarda la croce del Travaglio, a due passi da Piazza del Campo: sono ben cinque i marchi pronti ad abbandonare, ovvero Geox, Original Marines, Pull Love e Miramira. A fare il punto sullo stato dell’arte è il direttore di Confcommercio Siena, Daniele Pracchia.
- Direttore, partiamo dalla questione recentemente dibattuta, degli orari dei locali per la musica. Cosa si può fare?
"Su questo tema va trovata sicuramente una soluzione, perché non possiamo avere una città completamente blindata. Va data a tutti la possibilità di godere di svago nel rispetto ovviamente di tutti. Il contesto è complicato dopo la circolare ministeriale fatta a seguito dei fatti di Crans-Montana, specialmente sul fronte della prevenzione e dei controlli dei vigili del fuoco."
- Nei giorni scorsi, è arrivata la proposta di istituire una “zona franca della movida”: che ne pensa?
"Mi lascia indifferente, la reputo demagogica. Penso che la soluzione vada trovata tramite un percorso con il Comune e gli organi di vigilanza, fissando paletti precisi e le regole del gioco. Con l’amministrazione ci sono stati già degli incontri e proseguiranno, è una questione attenzionata dal assessore Loré."
- Il primo passo sarebbe uniformare i due regolamenti sugli orari della musica, a che punto siamo?
"È evidente come non sia opportuno che esistano due regolamenti differenti per polizia locale e comune, è una faccenda da risolvere e so che l’assessore ci sta lavorando".
- Cosa chiedete inoltre all’amministrazione?
"Di verificare gli esiti dell’applicazione del nuovo regolamento per il centro storico, così da capire se ci sono stati gli effetti sperati. La percezione, a distanza di mesi dall’entrata in vigore, è che non ci siano state altre grosse aperture di attività straniere, ma in ogni caso vogliamo comprendere l’efficacia dello strumento."
- C’è una soluzione per tamponare le chiusure dei negozi in centro, uno dei talloni d’Achille della città?
"È una situazione critica comune a tante realtà. Anche in questo caso si deve ragionare col Comune per trovare un’intesa con i proprietari degli immobili sfitti, per poterli riallocare con una sostenibilità economica".
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