Siena
I sindacati all'incontro con Corradi e il sindaco Fabio
Il tempo non può passare invano. Se c’è un punto di incontro tra tutti i soggetti in causa nella vertenza Beko, è la consapevolezza comune di non poter aspettare passivamente la risoluzione del caso. Non lo vuole il sindaco Nicoletta Fabio, che ci ha messo la faccia e sulla vicenda si potrebbe giocare anche parte della riconferma a primo cittadino. “All’interno del tavolo è emersa la necessità di trovare nell’arco di quest’anno un reindustrializzatore serio e affidabile, in maniera da avere poi una riattivazione del lavoro concreto in tempi ragionevoli”.
Non lo vogliono, né se lo possono permettere (nonostante la cassa integrazione scada il 31 dicembre 2027) i lavoratori. “Noi ci auguriamo che dopo l'investimento non soltanto economico ma anche l'impegno pubblico e politico che ha messo in questa vertenza, il governo abbia un'idea rispetto al piano di investimenti da portare su questo territorio”, chiarisce Daniela Miniero della Fiom Cgil, esprimendo poi la convinzione di una convocazione a breve del tavolo ministeriale. “Il fattore tempo è fondamentale. Siena ha bisogno di rilancio e di un soggetto industriale che dia futuro e occupazione”, aggiunge Giuseppe Cesarano della Fim Cisl, mentre Massimo Martini della Uilm delinea già una strada da percorrere: “È necessario capire i tempi della bonifica e portare soggetti industriali veri a Siena. La soluzione è occupare i circa 150 lavoratori e andare oltre, creando occupazione anche per le nuove generazioni”.
In questo però l’idea del sindaco Fabio è netta: “L'ipotesi di affidarsi a troppi interlocutori mi sembra non sia particolarmente efficace”. Quindi “l’obiettivo sarebbe quello di un unico, perlomeno di un primo grosso reindustrializzatore”. Opinione che lascia tuttavia spazio a qualche sfumatura: “Se altre realtà più piccole, anche locali, si potranno aggiungere ben venga. Però in prima battuta dobbiamo mirare tutti insieme a un’azienda forte e solida, in grado di rioccupare coloro che sono attualmente in attesa e auspicabilmente creare anche nuovi posti di lavoro”.
A recepire tutta questa serie di messaggi Gabriele Corradi, il consigliere indicato dal Comune all’interno del cda di Sviluppo Industriale Siena. Mercoledì, dopo un primo passaggio formale per le nomine, la discussione entrerà nel vivo. L’auspicio di tutti è che il manager al tavolo possa far valere le volontà senesi. “È ancora troppo presto per parlare di futuro o progetti per ora”, ammette Corradi al termine dell’incontro in Palazzo Pubblico. Poi, interpellato su un visione di medio lungo periodo, fa notare: “Non credo che si siano divertiti a buttare via soldi o fare investimenti per risanare e rendere il sito da un punto di vista energetico molto appetibile. Quindi se fanno questo, mi auguro che ci sia dietro anche un progetto di reindustrializzazione”. Non manca a questa narrazione tuttavia una postilla: “Sia chiaro non è una passeggiata, perché fare industria a Siena con tutti i problemi logistici che ci sono, non è una cosa semplice. Però Invitalia è una corazzata. Se non ci riescono loro, credo sarà una cosa molto difficile per tutti”.
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