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Siena

Morte David Rossi, Antonella Tognazzi: "Verità attesa da 13 anni. Ora ditemi chi l'ha ucciso e perchè"

ll 6 marzo, anniversario della tragica morte, all'Archivio di Stato i dettagli sulle perizie. La vedova del manager: "Tanti momenti di scoraggiamento ma non mi sono mai data per vinta, lo dovevo a David"

Claudio Coli

26 Febbraio 2026, 05:16

Antonella Tognazzi

Antonella Tognazzi

Finalmente dopo 13 anni è stato messo un punto fermo sulla vicenda: ho lavorato ogni giorno per arrivare a questo punto. Ora voglio sapere chi ha ucciso David e perché, la mia vita è stata distrutta”. C'è sollievo, ma ancora tanto dolore e amarezza, nelle parole con cui Antonella Tognazzi, la vedova del manager Mps morto la tragica sera del 6 marzo 2013, commenta le ultime e rilevanti novità emerse dal lavoro della commissione d’inchiesta parlamentare sul controverso decesso. Le perizie fatte svolgere hanno stabilito la presenza di una dinamica omicidiaria, avvenuta probabilmente nello studio di Rossi al culmine di uno scontro, degenerato in tragedia. E l’ultimo approfondimento tecnico ha determinato che le lesioni sul volto sarebbero compatibili con una pressione del viso contro i fili antipiccione e contro la sbarra di sicurezza fuori dalla finestra del suo ufficio. Il 6 marzo, anniversario della tragedia, si terrà una conferenza stampa all’Archivio di Stato di Siena dove la commissione darà tutti i dettagli delle perizie e delle ricostruzioni.

- Dopo 13 anni ecco la verità che ha sempre sostenuto. Come si sente?

Finalmente sta venendo fuori quello che finora non si era voluto vedere, a cui non si era voluto dare seguito. Viene messo finalmente un punto fermo sulla vicenda e per me ciò è molto importante, ovvero decretare che fosse stato ucciso. Sono 13 anni che ogni giorno lavoro per arrivare a questo punto, è un sospiro di sollievo. Ci sono stati tanti momenti di scoraggiamento ma non mi sono mai data per vinta, lo dovevo a David”.

- Le risultanze della commissione smentiscono in particolare tante tesi e voci che vi hanno nel tempo ferito

“Mi sono sentita presa in giro, offesa e derisa e questo mi ha fatto molto male: si diceva che David fosse fuori di testa e invece era centratissimo e non avrebbe mai compiuto quel gesto. Ho piena fiducia nel lavoro della commissione, ha svolto un’attività davvero accurata e meticolosa”.

- Il 6 marzo saranno dettagliate tutte le scoperte investigative fatte. Come vivrà quel giorno?

“È un momento molto difficile per me, ovviamente sarò presente ma ogni volta che vedo certe immagini mi sale un groppo alla gola. Ho dovuto proteggermi in questi anni, e devo farlo ancora oggi, per poter andare avanti”.

- Come vi muoverete legalmente alla luce di quanto sta emergendo?

“Aspettiamo di conoscere con precisione tutti gli elementi che saranno forniti il 6 marzo, poi ci attiveremo, questo è certo, non resteremo fermi. So che la Procura di Siena ha avviato un fascicolo di cui però non possiamo avere informazioni e altre Procure si sono interessate: ora vogliamo sapere chi ha ucciso David e per quale motivo, perché oltre alla sua, anche la mia vita è stata distrutta”.

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