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Il caso

Lavoro, scoppia la nuova bomba: Engineering annuncia gli esuberi

Si apre un nuovo fronte tra le numerose crisi occupazionali. I sindacati proclamano subito lo stato di agitazione

Gennaro Groppa

28 Febbraio 2026, 06:02

Daniela Miniero

Daniela Miniero, Fiom Cgil

Scoppia un altro caso lavorativo e occupazionale a Siena. È l’ennesimo fronte che si apre nel territorio, dopo la lunghissima e dolorosa vertenza Beko e dopo i casi PayCare e Capaccioli. L’azienda Engineering ha annunciato 655 esuberi a livello nazionale e i sindacati hanno subito risposto proclamando lo stato di agitazione e otto ore di sciopero, da calendarizzare.

Fulmine a ciel sereno

Per Engineering è un fulmine a ciel sereno, perché gli indicatori economici del gruppo sono positivi e nel 2025 l’azienda ha anche effettuato un centinaio di assunzioni nelle sue sedi in giro per l’Italia. E invece adesso la direzione muta improvvisamente, con la comunicazione degli esuberi che è arrivata alle parti sociali, che hanno già effettuato assemblee con i lavoratori.

Engineering ha oggi a Siena oltre 120 dipendenti, la sede è in viale Toselli. Si ricorderanno le difficoltà affrontate nel 2020, con la chiusura della precedente sede a Colonna San Marco e il rischio di un trasferimento lavorativo per i dipendenti del gruppo. Alla fine l’azienda aprì una nuova sede a Siena, in viale Toselli, e ai dipendenti fu concessa anche la possibilità di una buona percentuale di smart working. Ora arriva l’annuncio della volontà di realizzare centinaia di esuberi in Italia. Il piano riguarderà tutte le sedi del gruppo, quindi anche quella di Siena, anche se al momento non vengono forniti numeri e dati ufficiali relativi alle singole e varie sedi dell’impresa.

Le dichiarazioni

I sindacati sono già pronti ad affrontare un’altra situazione molto delicata. “I lavoratori sono preoccupati e demoralizzati - commenta Daniela Miniero, segretaria generale della Fiom Cgil di Siena. - L’azienda ha fatto assunzioni lo scorso anno, c’è un problema di liquidità ma gli indicatori del gruppo sono positivi. Per questo motivo abbiamo rigettato l’ipotesi degli esuberi e abbiamo proclamato lo stato di agitazione”. Nella sede senese si è già svolta un’assemblea dei lavoratori per fare il punto della situazione e comprendere come effettuare le prossime azioni. “L’annuncio degli esuberi - prosegue Miniero - è la conseguenza di scelte dei vertici del gruppo, che non possono far ricadere tutto sui lavoratori. Il punto sul quale siamo fermi e irremovibili è che non si possono perdere ulteriori posti di lavoro nel territorio. In questa situazione ci sono motivazioni che non sono legate alla solidità delle commesse. La Fiom è disponibile a sedersi a un tavolo al fine di non arrivare alla perdita di altri posti di lavoro”. E un tavolo a Roma è già in programma, ed è stato calendarizzato per il prossimo 3 marzo.

La nota sindacale

I sindacati chiedono “impegni puntuali in merito alla tutela dei livelli occupazionali e valorizzazione delle professionalità; alla gestione responsabile e trasparente delle politiche di contenimento dei costi, con approfondimento degli interventi già adottati; all’assunzione di responsabilità e azioni conseguenti in capo al management; alla progressiva reinternalizzazione delle attività affidate a terzi, per un valore stimato in 300 milioni di euro; all’utilizzo di strumenti di accompagnamento alla pensione su base esclusivamente volontaria; all’istituzione di un sistema di monitoraggio permanente del processo di riorganizzazione, con verifica dei flussi in entrata e in uscita nei diversi ambiti operativi; all’adozione di misure solidali a livello di impresa per garantire il definitivo superamento delle dichiarazioni di presunti esuberi”.

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