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L'appello

La richiesta di Filcams Cgil Siena: “Serve un osservatorio sugli stage”

Dopo la rapina al Penny i sindacati chiedono il rispetto delle regole. Il 26 marzo incontro in Regione

Aldo Tani

05 Marzo 2026, 06:01

Filcams Cgil

Filcams Cgil alza la voce dopo il caso della rapina al Penny

Per i sindacalisti la rapina avvenuta al Penny di Montarioso è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Anzi, che lo ha scoperchiato, perché ha alzato il velo sull’impiego, non sempre nei termini di legge, degli stagisti. Quel giorno, sotto la minaccia di una pistola, alla cassa si trovava una di loro. Una delle 150, secondo le stime fornite dai sindacati, che operano a livello provinciale tra grande distribuzione e negozi al dettaglio. L’occasione per lanciare un osservatorio sul fenomeno di queste posizioni lavorative particolari. “Vogliamo coinvolgere le controparti delle catene commerciali per limitare l'utilizzo degli stage e monitorare la situazione”, evidenzia Mariano Di Gioia, segretario della Filcams Cgil.

A partecipare non è chiamata solo la grande distribuzione organizzata. “Lo confermano i fatti, soprattutto dopo la rapina al Penny – prosegue il sindacalista -. Si è rivolto anche chi opera nelle aziende di vendita al dettaglio”. Per dare manforte a questa azione legalitaria Filcams Cgil si muoverà su più fronti: “Coinvolgeremo l'Ispettorato del lavoro per verificare abusi e allineamenti alle norme vigenti, e il Centro per l'impiego per un censimento preciso dei dati”.

Nel frattempo le trattative con Penny per la regolarizzazione degli stagisti sono andate avanti. E dagli ultimi aggiornamenti arrivano segnali positivi. “Nell’incontro che abbiamo fatto, l’azienda si è fatta carico di integrare due stagisti - osserva Massimiliano Fabozzi della Filcams -. A noi risulterebbero qualcuno in più. In ogni caso il 26 marzo è previsto un confronto in Regione. Quindi entreremo ancora più nel dettaglio della vicenda”. Lo spunto per ribadire ancora una volta un aspetto prioritario nella discussione generale. “La stagista, ricordiamolo, non è un dipendente e non figura come dipendente - fa notare Fabozzi -. Ha uno stipendio nettamente inferiore, tra i 500 e i 700 euro, e soprattutto non ha né la qualifica e non può stare ovviamente alla cassa. In virtù di questo abbiamo chiesto l'assunzione, perché di fatto si è palesata come una lavoratrice a tempo indeterminato”.

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