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Sanità

Siena protagonista a Los Angeles: ecco come l’epigenetica sta cambiando la lotta a melanoma e mesotelioma

Presentati i risultati di due studi dell'immunoterapia oncologica diretta da Di Maio durante il meeting internazionale della AACR – American Association for Cancer Research

Caterina Iannaci

09 Marzo 2026, 13:06

Immunoterapia Oncologica dell’Aou Senese

Presentati a Los Angeles, durante il meeting internazionale della AACR – American Association for Cancer Research

I risultati di due studi di immunoncologia che vedono protagonista l’Immunoterapia Oncologica dell’Aou Senese, diretta dal professor Michele Maio, dimostrano la capacità dell’epigenoma tumorale di determinare la risposta clinica dei pazienti oncologici all’immunoterapia: i risultati sono stati presentati a Los Angeles, durante il meeting internazionale della AACR – American Association for Cancer Research, diretta dal professor Michele Maio. Gli studi, primi ed unici a livello internazionale, sono stati presentati dalla professoressa Anna Maria Di Giacomo, ordinario di Oncologia Medica dell’Università di Siena e responsabile del programma Sperimentazioni Cliniche di fase I/II del centro senese e da Luana Calabrò, già medico dell’Aou Senese ed attualmente professore Associato di Oncologia Medica dell’Università di Ferrara e direttrice dell’Oncologia Medica dell’Aou di Ferrara, con la specializzanda dottoressa Valentina Croce.

Nel primo caso si tratta di uno studio sul mesotelioma, che nasce a Siena dalla collaborazione con l’oncologa Luana Calabrò, e dimostra per la prima volta che le caratteristiche epigenetiche del tumore (epigenoma tumorale) possono determinare la risposta clinica dei pazienti e, pertanto, risultano fondamentali nell’individuare nuovi biomarcatori da utilizzare in clinica per selezionare i pazienti che, in base alle loro caratteristiche epigenetiche, possono rispondere meglio ad un certo tipo di terapia. Il secondo studio presentato è il NIBIT ML1, è stato condotto sia nel melanoma che nel cancro del polmone, ma a Los Angeles sono stati presentati i risultati relativi al trattamento della corte di pazienti con melanoma metastatico resistente a un trattamento di immunoterapia standard e, quindi, in una popolazione ad oggi molto difficile da trattare.

"Lo studio - spiega la professoressa Anna Maria Di Giacomo, - ha previsto di dividere i pazienti da trattare in due gruppi, un gruppo ha ricevuto una combinazione di due farmaci immunoterapici e cioè anti-CTLA-4 e anti-PD-1; l’altro gruppo ha ricevuto una terapia combinata tra anti-PD-1, anti-CTLA-4 ed un farmaco epigenetico. Il razionale dello studio è stato quello di cercare di revertire la resistenza all'immunoterapia non solo attraverso l'aggiunta di una combinazione di due immunoterapici, ma soprattutto attraverso l'utilizzo di un farmaco epigenetico che ha la capacità di rimodificare le caratteristiche del DNA tumorale e del sistema immunitario del paziente, per potenziare l'attività dell'immunoterapia quando utilizzata da sola. Quindi - prosegue Di Giacomo - quello che abbiamo ottenuto dal punto di vista clinico è dimostrare la maggiore efficacia della tripla combinazione. L'endpoint primario di questo studio era il tasso di risposte obiettive, e ciò che abbiamo osservato è che il farmaco epigenetico più i due anticorpi, quindi più l'immunoterapia di combinazione, genera un tasso di risposte cliniche doppie rispetto ai due farmaci immunoterapici somministrati da soli".

L'altro aspetto però fondamentale è quello di capire non solo quali sono i meccanismi di resistenza alla terapia precedente, ma anche identificare i pazienti che avranno maggiore beneficio dall'utilizzo anche di un farmaco epigenetico. "Attraverso i nostri studi sull’epigenoma tumorale, finanziati anche da Fondazione AIRC, attraverso un programma 5x1000 coordinato in Italia dal nostro Centro di Siena – conclude il professor Michele Maio - e sulle caratteristiche del sistema immunitario, abbiamo visto che i pazienti responsivi con l'utilizzo della tripla combinazione hanno caratteristiche ben precise, quindi riusciamo potenzialmente a identificare dei nuovi biomarcatori nel tumore e nel sistema immunitario che ci aiutano a predire la risposta a questo tipo di trattamento. Ciò vale nel melanoma, ma anche in altri tipi di tumore, e apre ad un futuro prossimo che vede nell’epigenetica un prezioso alleato nella lotta al cancro".

Il meeting internazionale AACR ha rappresentato un’importante esperienza formativa anche per la dottoressa Valentina Croce, specializzanda in Oncologia Medica e dottoranda nel Dottorato di Medicina Traslazionale e di Precisione, dell’Università di Siena che ha detto: "Partecipare a questo evento ha rappresentato per me un’opportunità non solo formativa, per i contenuti estremamente qualificanti, ma anche un momento di interazione con giovani colleghi che a livello internazionale sono attivamente coinvolti in attività di ricerca oncologica clinica e traslazionale".

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