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Siena

Truffa una 75enne e le sfila oltre 30mila euro tra gioielli e contanti: arrestato dai carabinieri

Raggirata una signora senese, in manette un 20enne napoletano, che ha consegnato la refurtiva. Il giudice applica l'obbligo di firma, in aula la confessione: "Mi avevano promesso il 25% sulla refurtiva"

Claudio Coli

10 Marzo 2026, 14:32

carabinieri

I carabinieri durante un posto di blocco a Siena

Una scia che sembra non fermarsi mai quella delle truffe agli anziani. Ieri è stato sventato l'ennesimo raggiro col trucco del finto carabiniere che ha visto come vittima una signora di 75 anni di Siena. In manette è finito un 20enne della provincia di Napoli, che era riuscito nella mattinata di ieri a portare via una refurtiva da oltre 30mila euro, tra gioielli e preziosi da 28mila euro e contanti per 2400, con l'ausilio di una donna sua complice la quale invece è stata denunciata a piede libero.

Ad arrestare il giovane, che ha passato la notte in carcere, sono stati i veri militari dell'Arma: questa mattina in Tribunale dinanzi al giudice Fabio Frangini si è tenuta la convalida d'arresto e il processo per direttissima che ha confermato la misura, applicando l'obbligo di firma al giovane campano, risultato incensurato.

Secondo la ricostruzione, la signora era stata agganciata telefonicamente col solito metodo del finto maresciallo dei carabinieri, venendo convinta a dover consegnare tutti i suoi beni più preziosi. Alla porta della casa della vittima si è presentato il 20enne che partito da Napoli appositamente ha ritirato il bottino, venendo però poco dopo fermato in viale Toselli a bordo di un mezzo noleggiato e sospetto dai carabinieri della sezione radiomobile del nucleo operativo della compagnia di Siena, insieme alla complice. Trovato in possesso dei contanti, il giovane li ha giustificati come un regalo della nonna, ma le forze dell'ordine hanno voluto vederci chiaro portandolo in caserma per approfondimenti. Prima che potessero procedere con una perquisizione il ragazzo ha confessato la truffa consegnando i gioielli che nascondeva nelle parti intime, attaccati con un nastro alle gambe. Sono scattate così le manette in flagranza di reato con l'accusa di truffa aggravata.

In udienza questa mattina il giovane - difeso dall'avvocato Luca Perinti - ha nuovamente confessato la sua responsabilità, spiegando che essendo senza lavoro era stato avvicinato da una banda di malviventi con la promessa di ricevere una percentuale del 25% sul bottino che avrebbe incassato dalla truffa. In aula era presente anche la vittima della truffa, cui è stata riconsegnata la refurtiva. Il difensore del 20enne ha chiesto i termini a difesa col processo che ripartirà ad aprile, quando sarà chiesto un rito alternativo.

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