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Castellina in Chianti

Omicidio Franca Genovini, legali della nipote chiedono la scarcerazione: ricorso in Cassazione

La prima mossa del nuovo avvocato Luigi De Mossi, coadiuvato da Emiliano Ciufegni

Claudio Coli

11 Marzo 2026, 05:16

Luigi De Mossi

L'avvocato Luigi De Mossi

Arriva la prima mossa della nuova difesa di Denise Duranti, la 37enne accusata insieme alla complice Erika Cuscela, dell’omicidio premeditato della nonna acquisita, la signora Franca Genovini, 85 anni, di Castellina in Chianti. Dopo il passo indietro degli avvocati Fabio e Giulio Pisillo, che hanno deciso di lasciare l’incarico prima dell’esito del tribunale del Riesame sulla misura del carcere (negativo per la donna) la difesa della donna è adesso in mano agli avvocati Luigi De Mossi ed Emiliano Ciufegni. I quali dopo aver incontrato la cliente e preso visione della situazione, hanno proposto ricorso per Cassazione contro la misura della custodia cautelare del carcere.

Le manette erano scattate a inizio febbraio, un anno e mezzo dopo il presunto omicidio, avvenuto nell’agosto 2024, secondo il gip infatti all’esito degli sviluppi dell’incidente probatorio sussistevano i rischi di reiterazione di reato di inquinamento delle prove. Tesi contestate dagli avvocati difensori prima e adesso dai nuovi legali che hanno proposto ricorso per Cassazione, di cui si attende ora l’eventuale ammissibilità, per ottenere una modifica del provvedimento.

Una vicenda particolarmente complessa e delicata quella relativa all’omicidio Genovini: alle indagate viene contestato l’omicidio aggravato dalla premeditazione e dal nesso teleologico, la rapina, l’uso abusivo di carta di credito, l’autoriciclaggio e nel caso della Duranti, anche la calunnia e la simulazione di reato. Secondo la ricostruzione della Procura, le due, mosse da un bisogno economico, dopo essersi conosciute online avrebbero orchestrato l’omicidio, mettendolo in atto tramite soffocamento, dopo aver narcotizzato la signora, con Lorazepam per bocca e altre sostanze iniettate con una siringa. Un delitto, secondo gli investigatori, accompagnato da “ampia” premeditazione: nei telefoni delle indagate, nonostante un tentativo di eliminazione dei contenuti, sono state trovate numerose ricerche fatte online relative a sonniferi e veleni da iniettare, cuscini per il soffocamento e altre informazioni tecniche su come eseguire l’uccisione dell’anziana

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