Lavoro
La sede centrale di Engineering
Crisi Engineering, qualche piccolo passo avanti nella trattativa azienda-sindacati, ma c'è ancora molto da fare. Venerdì 13 marzo, presso l’Unindustria di Roma, è proseguito il confronto tra le segreterie nazionali e territoriali di FIM, FIOM e UILM, delegazione RSU e le direzione dell'azienda. In ballo 650 lavoratori a livello nazionale, di cui 120 a Siena.
L’incontro ha registrato “alcuni limitati passi avanti” rispetto all’impostazione generale del percorso spiegano le sigle. Si è entrati nel merito di strumenti come formazione, percorsi di accompagnamento alla pensione, job rotation interna e internalizzazione di attività. Si tratta tuttavia di avanzamenti parziali, che richiedono “ulteriori approfondimenti e proposte operative più definite”. Permangono però, riportano ancora i sindacati, “distanze significative”, specie su ammortizzatori sociali e modalità di intervento aziendale. Le posizioni restano lontane, imponendo un confronto ulteriore per “soluzioni realmente condivise”.
I sindacati indicano come priorità: ridurre significativamente la platea coinvolta, tramite internalizzazioni e uscite volontarie per pensione; attivare un “piano di formazione ampio e strutturato” per l’intera popolazione aziendale, non solo esuberi; ricorrere agli ammortizzatori solo come “soluzione residuale”, in un percorso condiviso; adottare un approccio “solidale a livello di Gruppo”, evitando interventi selettivi. Il confronto proseguirà nei tavoli calendarizzati, per approfondire gli strumenti e avvicinare le posizioni. Le sigle invitano i lavoratori a segnalare tempestivamente eventuali comportamenti non corretti o pressioni indebite.
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