L'appuntamento
La partenza del corteo da Piazza Gramsci
No a guerre e conflitti, sì a pace e rispetto del diritto internazionale. Siena è scesa in strada per dire basta alle tensioni e alle violenze che stanno infiammando il Medio Oriente con riflessi tangibili per l’economia e le famiglie. Circa 200 persone si sono ritrovate per dare vita a una fiaccolata – organizzata dal sindacato, Anpi, Arci e numerose altre associazioni e realtà locali – che ha raggiunto piazza del Campo per poi fare tappa in piazza Tolomei. Sostegno ai popoli oppressi dalle bombe, e chiari appelli ai “re del mondo” di interrompere le iniziative militari che stanno insanguinando sempre più su larga scala la terra. “I luoghi di guerra sono tanti, troppi, la situazione è grave – afferma il vice presidente Arci Siena Niccolò Trabalzini - assistiamo a una situazione di sistematica violazione del diritto internazionale, dobbiamo scendere in piazza con forza per mostrare al governo e alla società che esiste una parte di paese contraria a ogni forma di violenza”.

“Siamo al fianco al popolo iraniano – precisa la segretaria Cgil Siena Alice D'Ercole - non dei suoi governanti che si sono macchiati di un regime barbaro che ha, non da ultimo, ucciso 40 mila attivisti. Siamo – ribadisce - per la libertà e l'autodeterminazione dei popoli, per il diritto internazionale e per un equilibrio di pace dei popoli, mentre potenti come Trump e Netanyahu mettono in campo atti unilaterali non giustificati dalle risoluzioni dell'Onu”. “Israele – ancora la D'Ercole - si è macchiata di un genocidio di 60 mila persone e oggi si continua a morire, nel mentre c’è un fantomatico board of peace che non traghetta verso la vera pace. Assistiamo a un disordine che passo dopo passo ci porta verso la terza guerra mondiale”.

“La nostra Costituzione – gli fa eco la presidente Anpi Siena Silvia Folchi – dice che l'Italia ripudia la guerra, vanno stimolate le piazze per far sì che questo articolo venga applicato, senza se e senza ma”. Era presente anche il palestinese Sharif Hamad, che ha vissuto sulla sua pelle il dramma di Gaza: “Noi palestinesi chiediamo la giustizia per ogni popolo del mondo, il genocidio avverrà ovunque – rimarca - se non lo si ferma, nessuno deve essere oltre la legge”.
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